Sarà il secondo di Rafa Benitez e lo spagnolo avrà ovviamente puntati su di se tutti i riflettori.
Ma poco importa, perchè per Fabio Pecchia la possibilità azzurra è un treno da prendere al volo.
Farà l’intermediario tra i giocatori e il tecnico di Madrid, la spola tra lo spogliatoio e il campo, l’elemento partenopeo in un coaching staff tutto a forti tinte giallo e rosse, i colori della Spagna.
IL CALCIATORE – Fabio Pecchia nasce a Formia, nel 1974, e a 12 anni ha già a che fare col calcio che conta. Entra nelle giovanili dell’Avellino, con cui fa tutta la trafila delle giovanili, fino all’esordio in prima squadra nel 1991. Con i lupi resterà fino al ’93 quando per lui si apriranno le porte della Serie A, prima con l’acquisizione del suo cartellino da parte del Parma, poi trasferito a Napoli.
Con la maglia azzurra arriva la sua consacrazione: centrocampista tecnico e dinamico, Pecchia diventerà uno dei punti fermi della squadra allora allenata da Lippi, e anche dopo l’addio del tecnico di Viareggio resterà un giocatore imprescindibile per gli azzurri, tanto da diventarne anche capitano, acclamato dal popolo del San Paolo.
L’ALLENATORE – Con le scarpe al chiodo, la carriera di Pecchia non si ferma neanche un attimo. E riparte proprio da Foggia, l’ultima squadra che lo aveva visto in campo e che adesso lo accoglie come vice, dietro Antonio Porta.
L’anno successivo si spalancano le porte della B, investito del ruolo di capo allenatore al Gubbio, ma, complice un avvio deludente, resterà in carica solo fino ad ottobre.
G.A.