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Il primo ottobre il Napoli tornerà, dopo l’amichevole estiva, all’Emirates contro l’Arsenal, traguardo finale di un periodo che metterà alla prova la gestione del gruppo di Benitez, teorico di un turnover sistematico. Quello di Mazzarri – evidenzia l’edizione odierna de ‘La Repubblica’ nella sua analisi – era semplice: titolarissimi per tre match consecutivi e rivoluzione alla quarta. Rafa, invece, difficilmente conferma per due volte di fila lo stesso undici iniziale, quando gli impegni sono ravvicinati. Basta dare un’occhiata al suo Chelsea. Qualche punto fisso — David Luiz, Lampard e il brasiliano Oscar — poi anche quattro o cinque cambi tra una gara e l’altra. A Castel Volturno, dunque, la novità sarà assoluta ed è stata sintetizzata da Dzemaili alla vigilia di Verona: «Benitez fa sentire importanti tutti e ventidue i giocatori del gruppo, non solo 13 o 14, come accadeva in passato». Le stelle polari saranno quattro: Albiol è il perno del reparto arretrato, Hamsik il raccordo tra centrocampo e attacco, fuoriclasse universale sulla stessa falsariga dello Gerrard del Liverpool, Callejon garantirà equilibrio sulla fascia destra, Higuain sarà il bomber al servizio della squadra.
G.V.