Una notte come tante, come quella di 24 anni fa.
Una notte per festeggiare, per vivere di emozioni, per lasciarsi andare alle paure, per una volta.
Il Napoli vince a Doha con l’unica arma che avrebbe potuto battere la Juventus: il coraggio.
Il coraggio di rialzarsi dopo un errore, di rincorrere, di giocarsela alla pari, di buttare il cuore ben oltre l’ostacolo più grande.
Nel cielo arabo c’è scritto oggi il nome di Higuain ben più grande di quanto si possa leggere quello dell’alter ego Tevez.
La sorte ha abbracciato gli azzurri perché il tempo è galantuomo, e un galantuomo più grande di Rafa Benitez in campo non c’era.
120′ DI BATTAGLIA – Tutto in salita, come capita spesso al Napoli.
IL CORAGGIO DI RAFA – Ad inizio ripresa nessun cambio. Mertens, lasciato in panchina dall’inizio, va solo a riscaldarsi a bordo campo, così come Duvàn, protagonisti entrambi delle idee dei tifosi per poter riagganciare il risultato.
È bravo Rafa a credere nelle sue idee, ed è fortunato quando De Guzman, al minuto 68, semina il panico sulla sinistra e scodella il cross perfetto per l’avvoltoio Higuain.
Peccato non poter più vedere il Napoli fino alla fine, perché con l’1-1 entrambe le squadre tirano i remi in barca in vista dei supplementari.
Che vanno così: la Juve torna a giocare, e segna, il Napoli ci mette tutto, e segna ancora.
Doha s’è risvegliata azzurra, e pure Napoli ha un sapore particolare.
A mente fredda si dovrebbe vivere più spesso un’emozione così.
Come spesso dice Rafa: non una volta ogni venticinque anni.
A cura di Gennaro Arpaia (Twitter: @gennarojenius9)