11 Maggio 2008, ad un mese dal rinnovo del contratto che lo lega al Napoli fino al 2013, in campo contro i Diavoli di Ancelotti.
Uno slovacco di nome Marek Hamsik scatta dalla metà del centrocampo azzurro direzione porta rossonera.
La gonfia con il gol del vantaggio.
Marekiaro al 35’ del primo tempo apre le marcature per una partita dominata e chiusa con un secco 3-1.
L’attuale Capitano azzurro chiude la stagione 2007/08 come capocannoniere del club, 10 reti senza rigori.
Nella notte dei ricordi, nella notte della rincorsa e della rinascita, torna a far sentire la sua voce.
Canta Marek Hamsik e lo fa con la lode.
Dal controllo delle emozioni alla pacatezza dei suoi gesti il Campione con la maglia 17 timbra il cartellino.
Lo fa come gli riesce meglio, dal centrocampo, sguardo fiero ed incursione tra le linee.
Aspetta il momento giusto e castiga Lopez.
Nulla può l’estremo difensore del Milan, nulla contro quel destro micidiale e cosa può mai contare un’ammonizione, se tirar via la maglia è la risposta alle critiche e alle condanne subìte?
“Stai calmo, ci penso io” sembra urlare alla panchina, alla tifoseria, agli addetti ai lavori.
Una provinciale, la definisce Monica: “Per una volta siamo riusciti a battere una provinciale. Non stiamo li a parlare del glorioso passato della squadra rossonera. Parliamo dei suoi limiti, della sua posizione in classifica e del suo rendimento. Gli abbiamo concesso anche troppo, a mio modesto avviso”
L’espulsione più veloce nella storia del Campionato Italiano, ad appena 49’’ dal fischio d’inizio.
Eppure possesso palla ed occasioni da gol a favore degli azzurri, senza ottenere risultato.
Lorenzo Insigne regala un’altra notte da Oscar e partita di sacrificio.
“Higuaìn, dopo il terzo rigore sbagliato quest’anno, dovrebbe lasciare il dischetto a qualcun altro. Calcia sempre nello stesso modo, tanto prevedibile quanto parabile” si infervora Marianeve sul blog: “Riesce nelle imprese impossibili e commette errori cosi elementari.”
I cambi prima del previsto. Strano ma vero.
Fuori Lorenzo e Jorginho (il peggiore degli azzurri) dentro Dries Mertens e Gabbiadini, ed è l’apoteosi.
In soli 6’ vanno a segno i soprani azzurri.
Dalla magia di Hamsik alla straordinaria intelligenza di Mertens per Higuaìn, al colpo di tacco di un Gabbiadini che non esulta quasi mai.
Silenzioso ma devastante, il resto non conta.
Contano, invece, i commenti sui social.
Coerenza in svendita sugli scaffali dei discounts.
Giovedì sera, dopo l’incomprensibile ma prevedibile disfatta ad Empoli.
Questo Napoli era da rottamare, da Lega Pro, da incendiare.
Le stesse persone che ieri sera dopo la prestazione del Capitano lo inneggiano e lo esaltano.
La squadra di Benitez ha una pecca, la discontinuità con la quale si approccia alle gare di vitale importanza.
Cambi errati, giocatori sottotono, incomprensioni e poca lucidità che hanno influito sull’andamento della Società Azzurra.
Ma siamo in corsa, ci siamo ancora.
Il Dnipro è una vecchia conoscenza, il San Paolo saprà essere il 12esimo uomo in campo ed i giovani di Benitez non molleranno la presa.
E Anto merita l’Oscar per la citazione post partita: “Salite, scendete. Vincitori, vinti. Non è che a fine campionato rischiate di spezzarvi entrambe le caviglie? Si scende dal carro, quando va male, ma solo per spingere. Mettetevelo in testa”.
Si vince spalla a spalla, si riesce quando si è uniti.
Si può fare, si deve fare, si fa.
di Anna Ciccarelli
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I commenti migliori della settimana saranno pubblicati nell’articolo che uscirà la settimana successiva. Perché noi donne passiamo con disinvoltura dal tacco 12 ai 12 tacchetti… voi uomini sapreste fare il contrario?