a cura di Gennaro Arpaia (Twitter: @gennarojenius9)
La farfalla e il calabrone. L’aquilone e il carrarmato. Napoli ed Inter non sono mai state così vicine e, allo stesso tempo, così diverse. Diverso é il modo di interpretare il loro calcio: da una parte una squadra che spasmodicamente fa del gioco corale la sua chiave, cercando il risultato positivo attraverso una manovra che sappia evidenziare il talento dei singoli ma soprattutto la bravura del gruppo, dall’altra una squadra di calciatori sopraffini che fanno gruppo e vincono le partite con l’invenzione ora di un attaccante ora di un’ala.
SORPRESE IN POLE – Questo sarà Napoli-Inter. Due soli punti a dividerle in classifica eppure tanti punti interrogativi ancora da sciogliere.
Che partita sarà al San Paolo? Sapranno, due squadre così poco pronte a contendersi la vetta, esprimere il massimo potenziale per divertire gli spettatori a casa e allo stadio?
ASSALTO ALLA VETTA – Sarri manderà in campo l’undici più sfruttato in questa parte di stagione. Reina torna tra i pali dopo il turno di riposo, così come Higuain sarà al centro dell’attacco. Koulibaly si riprende il posto di centrale accanto ad Abiol, e in mezzo al campo Allan ed Hamsik saranno fondamentali nell’aiutare Jorginho a costruire la manovra offensiva.
Il 4-3-3 azzurro si scontrerà con un interrogativo assetto tattico interista; Mancini sembra intenzionato a schierare le tre punte, con Icardi a sfidare da lontano Higuain, ma potrebbe affidarsi ad un centrocampo più folto per poter contrastare il Napoli meglio in mezzo al campo.
Tutti discorsi che avranno cessato d’esistere quando Orsato fischierà il calcio d’avvio: è in quel momento che gli schemi migliori saltano e le idee si confondano.