a cura di Gennaro Arpaia (Twitter: @gennarojenius9)
Prima contro tutti, ora contro se stessi. Il Napoli che andrà a Bologna domenica dovrà per la prima volta fare i conti con la sua stessa forza. Da capolista che guarda tutti dall’alto si rischia di avere le vertigini, proprio per questo Sarri ha chiesto ai suoi di scordare l’Inter e continuare a ragionare da Cenerentola che vuole dominare il ballo.
Una squadra che non guarda ai punti in classifica – “Essere primi al 30 novembre non significa vincere qualcosa” -, che affronta il Bologna come e meglio della ex capolista Inter. Solo così il primato varrà la pena viverlo interamente.
LAPSUS NERAZZURRO – Si ripartirà dagli ultimi minuti vissuti contro l’Inter. Dai due pali nerazzurri che hanno salvato il Napoli, dai lapsus difensivi, dai remi tirati in barca fin troppo presto, quando Higuain aveva appena segnato il raddoppio ma c’erano ancora più di 20 minuti da giocare ancora.
LA DIFESA DEL PRIMATO – Il Napoli non vive il primo posto solitario dal 1990, dalla fatal Verona per il Milan e proprio una vittoria a Bologna. Era primavera ed era il penultimo turno di Serie A; quel 4-2 in casa dei felsinei fu il lasciapassare più importante per la conquista del secondo scudetto azzurro.
Un caso, certo, ma alquanto particolare. Bologna ricorre nella storia azzurra in positivo e Sarri farà di certo tesoro di questa lezione.
Perché il Dall’Ara la prossima domenica sarà una succursale azzurra: più di 8mila tifosi azzurri pronti a raggiungere il capoluogo emiliano da ogni punto d’Italia, pronti soprattutto a mantere stretto questo primato.