A pochi giorni dall’uscita nelle sale del nuovo capitolo della saga di Guerre Stellari, il settimo per la precisione, non potevo esimermi dal proporre un paragone tra ciò che avviene nella lontana galassia immaginata da George Lucas e nel rettangolo di gioco del San Paolo.
In particolare vorrei concentrarmi su una delle scene madri del primo film, Episodio IV, ovvero la distruzione de La Morte Nera (ottima traduzione di Death Star). Dopo aver perso fin troppi compagni, Luke si ritrova ad avere l’unica chance per i ribelli di distruggere il mostro creato dall’Impero. Con Dart Fener (Vader) alle calcagna, ma fin troppo impegnato a fronteggiare il Millennium Flacon, e la voce di Obi-Wan nella mente, che lo spinge a usare la sola forza, ignorando quasi del tutto la tecnologia che si ritrova davanti, Skywalker riesce nell’impresa, dando il via alla reazione a catena attraverso la distruzione del reattore.
La Forza era grande nel giovane Luke e, seppur in termini meno spiritualistici, lo è anche in questo Napoli. La scena madre di queste vicine vacanze natalizie è senza dubbio il match contro la Roma al San Paolo. Gli uomini di Rudi Garcia non sono al massimo della forma, soprattutto mentalmente, ma rappresentano un avversario ostico da rispettare e temere. Il Napoli avrebbe l’opportunità non tanto di distruggere i giallorossi, quanto di dar loro una spallata forse decisiva per lasciarsi avvolgere dalla crisi nera che li vede protagonisti.
Una gara che vuol dire tanto per entrambe, e che nessuna delle due può perdere. Un solo colpo preciso, proprio come per Luke, utile, più che a distruggere, a salvarsi, ipotizzando che il Falcon non sia mai giunto, e che Dart incomba con tutta la propria forza. Il pericolo maggiore è rappresentato da stampa e ambiente, sia per la Roma che per il Napoli.
Le carote di Trigoria e il dramma per la sconfitta di Bologna sono lo specchio di piazze più che calde, asfissianti, e uscire sconfitti da questa sfida vorrebbe dire creare polemiche più cruente di quelle generate da La minaccia fantasma.
Luca Incoronato (Twitter: @_n3ssuno_)