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L’UOMO COPERTINA – Gabriel, da eroe a disastro il passo è breve

Gabriel Vasconcelos Ferreira para il rigore di Bruno Fernandes (©Getty Images)

Niente è andato come doveva andare. E così, il Napoli, saluta probabilmente il sogno scudetto, destinato a rimanere tale. L’Udinese ha giocato la partita della vita, e l’ha meritatamente portata a casa. Gli azzurri, invece, hanno sbagliato completamente l’approccio alla gara e stavolta il solo Higuaìn non è bastato. La Juventus è ora a +6, a sette match dalla fine del campionato. Se prima era difficile, immaginiamo cosa possa essere ora…

La partita è finita intorno al 57′, quando la spaccata volante di Thereau ha definitivamente messo ko mentalmente e fisicamente il Napoli. Ma gli episodi chiave sono arrivati nel primo tempo, con Bruno Fernandes e, soprattutto, Gabriel protagonisti. Da eroe a disastro il passo è breve, e per il brasiliano sono bastati davvero pochissimi minuti: con la parata sul secondo calcio di rigore del centrocampista portoghese (e sul primo ci è andato davvero molto vicino) ha dato nuova linfa alla squadra. Linfa, poi, affossata dallo stesso Gabriel in occasione del 2-1 dei friulani.

Un controllo di palla “da rivedere”, l’uscita insensata e un inutile tentativo di metterci una pezza. Tutto sbagliato, compreso il retropassaggio di Ghoulam che si poteva evitare. L’ex Carpi, in prestito dal Milan, ha delle qualità importanti, ma ha ancora tanto da imparare. Non giocare mai non aiuta certamente la sua crescita, e questo lo sapeva anche prima di accettare la proposta azzurra.

In ogni caso, l’assenza di Reina, soprattutto in termini di personalità e ordine, è mancata tantissimo. Resta però inammissibile un calo di tensione e concentrazione così alto in sua assenza (la prima, per infortunio, di tutta la stagione). Altro punto su cui Maurizio Sarri deve inevitabilmente lavorare.

 

di Pasquale La Ragione (twitter: @pasqlaragione)

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Pasquale La Ragione