Per Arkadiusz Milik inizia il quarto anno al Napoli, tra tante buone premesse e la consapevolezza che c’è sempre da migliorare.
“Può essere il suo anno. Ha un sinistro speciale, fa paura”. Così Piotr Zielinski sull’amico Arkadiusz Milik nell’intervista a Radio Kiss Kiss. Un endorsement niente male, da parte di un compagno di squadra che con lui ha tante cose in comune. L’anno di nascita, la nazionalità ma soprattutto la sensazione che quello che verrà è l’ultimo treno per il definitivo salto di qualità. Piotr Zielinski lancia Arek Milik dopo aver lanciato se stesso. I due polacchi del Napoli hanno girato la boa dei 25 anni e ormai è un po’ tardi per essere considerati “giovani”. Bisogna svoltare, senza se e senza ma, e lo sanno entrambi. “L’ultima stagione è stata buona, ma so che posso fare anche meglio”. Così Milik a Sky, dopo una stagione che sui numeri avrebbe ben poco da eccepire. Trentacinque presenze in campionato, 17 reti, che sommate alle due in Europa League e a quella in Coppa Italia fanno 20 tonde tonde col Napoli nel 2018/2019. Una cifra importante, la sufficienza piena per un attaccante di primissimo livello.
Ma c’è sempre quella sensazione che manchi qualcosa, quel senso di incompiuto che si sente, pesantissimo, a ripercorrere a ritroso alcuni momenti chiave della stagione. Su tutti: Liverpool-Napoli, il pallone tirato addosso ad Alisson da zero metri, dopo un controllo da campione, e quel colpo di testa parecchio goffo e – diciamolo – un po’ imbarazzante a tu per tu con Cech, Napoli-Arsenal. Due momenti chiave della stagione in cui Milik ha risposto assente, portandosi nell’oblio anche prodezze straordinarie come la punizione col Cagliari al 95mo e lo splendido gol contro la Roma. “Non penso a ciò che si dice, penso solo a lavorare e migliorare”, risponde Arek alle voci su un possibile nuovo centravanti. Ecco, migliorare, nell’attacco allo spazio e soprattutto nella personalità. Migliorare. La parola d’ordine nella stagione della verità.
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