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Napoli News

“A fine stagione parleremo del mercato”: cosa dirà Antonio Conte a De Laurentiis in estate?

Una frase lasciata lì, quasi per caso. Ma a Napoli certe parole restano. E in estate qualcuno dovrà guardarsi negli occhi.

Sono parole che stanno facendo ancora discutere quelle di Antonio Conte al termine di Genoa-Napoli. È passata quasi una settimana, ma l’eco di quella frase continua a spaccare la tifoseria. “A fine stagione parleremo del mercato”. E quando uno come Conte parla in quel modo, non è mai una frase buttata lì.

“A fine stagione parleremo del mercato”: cosa dirà Antonio Conte a De Laurentiis in estate? (Foto: Ansa) – napolicalciolive.com

Il tecnico ha fatto capire che a campionato finito servirà un confronto con Aurelio De Laurentiis. Un confronto vero. Su mercato, su vivaio, su programmazione. Da quel momento sono partite le speculazioni. Chi vede una crepa. Chi teme una rottura. Chi pensa sia solo un modo per alzare l’asticella.

La verità è che molto dipenderà da come verrà impostata quella conversazione. Perché oggi è difficile sostenere che il Napoli non abbia investito. Rispetto allo scorso anno, la società ha messo sul tavolo cifre importanti per il mercato estivo. E a gennaio avrebbe fatto lo stesso, se non ci fossero stati i paletti imposti dalle regole FIGC. Questo è un dato, non un’opinione.

Insomma, De Laurentiis il suo lo ha fatto. Ha speso. Ha dato copertura alle richieste tecniche. E qui si entra nel punto più delicato.

Se alcune operazioni non hanno funzionato, allora bisogna dirlo con chiarezza. Lorenzo Lucca e Noa Lang sono stati pagati complessivamente circa 60 milioni di euro. Due investimenti pesanti. Due giocatori che non si sono integrati nel progetto. Due cessioni rapide a gennaio. È un dato di fatto.

Ai 60 milioni si aggiungono i 30 investiti per Beukema. Anche lui finora non ha garantito l’impatto sperato. Ha tempo per rifarsi, certo. Ma oggi il bilancio è sotto le aspettative.

E qui Conte non può chiamarsi fuori. Lucca e Beukema erano sue richieste esplicite. Lang è stato avallato. Non imposto. Questo dettaglio conta. Perché se si parlerà di mercato, si parlerà anche di chi ha indicato quei nomi.

È troppo semplice dire “abbiamo speso male” senza ricordare che le scelte tecniche partono dall’allenatore. Il Napoli non ha preso giocatori a caso. Ha preso profili coerenti con un’idea. Se quell’idea non ha funzionato, la responsabilità è condivisa.

Il ruolo di Manna e il tema vivaio

In mezzo c’è Giovanni Manna. Ha accontentato Conte su quasi tutto. Ha speso cifre alte per portare a Napoli i profili richiesti. Ha aggiunto un colpo come Hojlund, operazione che porta soprattutto la sua firma. Il conto però lo presenta il campo. Sempre.

Il ruolo di Manna e il tema vivaio (Foto: Ansa) – napolicalciolive.com

Se gli investimenti non rendono, il direttore sportivo diventa il primo bersaglio. Ma anche qui, serve onestà: il mercato non è stato fatto contro l’allenatore. È stato fatto con l’allenatore. Eppure una valutazione del genere, fatta da chi vive la situazione dall’esterno, potrebbe non bastare. Chissà che alla fine, nella ricerca di un colpevole per ciò che è accaduto quest’anno, il mirino non finisca proprio sul ds, che di certo è il meno saldo fra i due.

Poi c’è il discorso vivaio. Conte potrebbe portare l’esempio di Vergara. Un giovane che ha risposto presente. Ma anche qui bisogna essere sinceri. Il suo spazio è arrivato anche per contingenze, come l’infortunio di David Neres. Non è stato il frutto di un progetto strutturato sui giovani.

Da tempo si parla di centro sportivo e strutture. Il tema è fermo. Conte potrebbe usarlo per chiedere un salto di qualità definitivo. De Laurentiis potrebbe rispondere che la valorizzazione passa anche dal coraggio quotidiano, non solo dai progetti su carta.

Quel “parleremo” allora pesa, ma non è una sentenza. È una richiesta di chiarezza. Conte chiederà garanzie tecniche. De Laurentiis chiederà risultati e assunzione di responsabilità. Se il confronto sarà onesto, può diventare un punto di ripartenza. Perché il mercato si discute. Ma le scelte si firmano. E chi firma, poi, deve metterci la faccia.

Published by
Antonio Papa