Un boato, un nome nuovo, e l’eco di una domanda da bar. Al Maradona la risposta è arrivata coi piedi di un nuovo idolo. E tutti, dai tifosi ai giornali, sono già entusiasti di questa nuova scoperta
C’è questa frase impertinente che ormai è diventata un manifesto dell’epopea De Laurentiis. Una frase che banalizza un percorso favoloso e da insegnare all’università di Economia e che non rende merito a ciò che sta facendo il presidente azzurro, ma che è divertente e fotografa alla perfezione una caratteristica peculiare del presidente del Napoli: “Se mette una mano nel wc pesca un’aragosta“.
Ne parlano come se fosse “mazzo”, in realtà è la materializzazione di un intuito pazzesco, un fiuto per gli affari che ha portato lui e i suoi uomini a scovare negli anni delle pepite d’oro pazzesche, spesso pagandole meno del dovuto e ritrovandosi in casa un vero tesoro. Kvara su tutti ma anche Hamsik, Lavezzi, Cavani e via discorrendo.
Ieri sera è bastato poco per squarciare la serata con l’ennesima “aragosta”. Una partita durissima con un Napoli sempre più falcidiato dagli infortuni che va sotto due volte contro la Roma ma la riprende anche grazie a un nuovo ingresso: Alisson Santos è entrato al 70mo e 12 minuti dopo ha illuminato il Maradona con una giocata pazzesca, una di altre che hanno finalmente messo in mostra il suo straordinario talento.
Ma non è stato solo il gol a rendere l’idea della prestazione di Alisson. Il brasiliano ha messo corrente nella gara. Accelerazioni pulite. Serpentine. Un assist cercato con coraggio. E poi il colpo del 2-2, il primo in Serie A, pesante per classifica e umore.
Questa è la notizia della serata, anche più di un pareggio che pesa come il piombo. La notizia di un ragazzo che entra e cambia completamente la partita e il senso della sua avventura a Napoli. “Scusate, ma Neres non era infortunato?”, si legge sui social per commentare la sua prestazione. Il paragone è importante, magari lo sarà anche lo sviluppo dell’esperienza napoletana dell’esterno classe 2002. I presupposti stavolta ci sono tutti.
I quotidiani l’hanno registrato senza esitazioni. Gazzetta dello Sport: 7, “debutto da sogno e scossa immediata”. Corriere dello Sport: 7, “entra e cambia il Napoli con corsa, brillantezza e gol”. Nelle pagelle di Alisson Santos c’è l’esordio di un ragazzo che può dare tanto in questo rush finale e contribuire a trascinare gli azzurri in Champions.
Voti alti, legati ai fatti. Perché il suo impatto è sotto gli occhi di tutti e parlare di “aragosta” è un modo pop per dire che la rete di scouting ha funzionato. Che Giovanni Manna ha funzionato. L’intuizione del ds rimette il suo nome al centro della scena in un momento nel quale si rischiava di metterlo sulla graticola, per colpe spesso non sue. E invece Alisson Santos è qui a spiegarci perché Manna è lì e quanto è importante il suo lavoro.
Ora restano tredici partite. Sette in casa, sei fuori. Il calendario non è proibitivo, ma chiede lucidità: al Maradona passano Milan, Lazio e Bologna; fuori ci sono Atalanta e Como. L’obiettivo è chiaro: posto Champions, vitale per i conti del club.
Intanto, ed è ciò che più conta, notizie miste dall’infermeria: rientro-bis di Gilmour dopo tre mesi per pochi minuti; attesa per Anguissa mentre De Bruyne, Neres e Di Lorenzo non recupereranno così in fretta. Contro un’Atalanta senza De Ketelaere e Raspadori però potrebbe rivedersi McTominay, uno che ieri sera è mancato da morire. Per fortuna che un’aragosta brasiliane ha tolto le castagne dal fuoco ad Antonio Conte.