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Dalla diretta

“Adesso parli De Laurentiis”: preoccupazione a Napoli dopo le parole di Marotta

Nel calcio il microfono pesa quanto un rigore. Marotta parla e il racconto cambia. A Napoli il silenzio fa rumore, e non è un complimento.

Nel calcio italiano il campo decide, ma il microfono orienta. E spesso lo fa con una precisione quasi chirurgica: basta scegliere il momento giusto, scegliere le parole giuste, e il dibattito cambia corsia.

“Adesso parli De Laurentiis”: preoccupazione a Napoli dopo le parole di Marotta (AnsaFoto) – napolicalciolive.com

Le dichiarazioni di Beppe Marotta hanno riacceso tutto. Il presidente dell’Inter ha difeso Bastoni e l’ambiente nerazzurro, parlando di una pressione mediatica eccessiva e di una gogna fuori scala rispetto agli episodi contestati. Toni netti, messaggio pulito: l’Inter non vuole passare per quella che subisce in silenzio, né per quella che incassa e basta.

Queste considerazioni sono emerse con chiarezza durante la diretta YouTube di Napolicalciolive. Nel ragionamento fatto in live da Antonio Papa, quando parlano dirigenti del peso di Marotta o De Laurentiis, il sistema ascolta. Perché la comunicazione è potere, soprattutto in un campionato che vive di percezioni oltre che di punti.

Marotta non si è limitato a difendere il presente. Ha rimescolato le carte, riportando in superficie torti passati in maniera anche piuttosto capziosa. Lo scudetto perso per un punto, il rigore non concesso lo scorso anno contro la Roma (ma che coraggio!), episodi che nella narrazione interista avrebbero avuto effetti anche economici. Per il Napoli, però, visto che quella qualificazione Champions con simulazione di Cuadrado la Juve la sgraffignò proprio ai danni del club azzurro.

Questa strategia funziona perché uno come lui non alza il volume a caso. Seleziona i momenti. Entra quando serve. Esce quando conviene. In live è stata letta così: non è uno sfogo, è una gestione del racconto. E nel calcio italiano, dove ogni moviola diventa un processo, gestire il racconto significa spesso gestire il contesto in cui verranno giudicati gli episodi successivi.

Lo sfogo di Antonio Papa: “De Laurentiis, faccia come Marotta”

Qui entra in scena il tema che a Napoli pesa più di una classifica: il silenzio di Aurelio De Laurentiis. In un contesto in cui Inter e Juventus fanno sentire la propria voce mandando avanti Marotta, Chiellini e Comolli, la scelta del Napoli di restare spesso defilato diventa un problema. Perché si sa, quando parlano persone con questo potere “tremano le pareti”, come si dice in live, e inevitabilmente si sposta sia l’opinione pubblica sia la pressione sugli arbitri.

Lo sfogo di Antonio Papa: “De Laurentiis, faccia come Marotta” – napolicalciolive.com

“Perché non parla anche il presidente De Laurentiis? – chiede Antonio Papa – Perché, presidente, non interviene anche lei ogni tanto e si lamenta quando succede qualcosa di scandaloso come il fallo di Jacobo Ramon su Hojlund e quella roba a Torino, quei due rigori in area non visti dal da neanche dal VAR?”

La riflessione fatta da Antonio Papa durante la diretta di Napolicalciolive è stata piuttosto concreta. “Visto che gli arbitri in questo momento non sono truffaldini ma sono semplicemente scarsi, stanno facendo un disastro, De Laurentiis dovrebbe parlare per evitare che i tifosi abbiano una percezione sbagliata di ciò che accade intorno al Napoli”.

Se parlano solo Marotta e la dirigenza juventina, la bilancia mediatica pende inevitabilmente. Il risultato è prevedibile: una tifoseria si convince di essere perseguitata, l’altra di essere ignorata, e ogni episodio diventa l’ennesima prova. In questo clima, anche la serenità dei direttori di gara può risentirne, perché l’aria intorno alle partite si fa pesante. Con i risultati che vediamo tutti.

Il Napoli, invece, rischia di restare l’unico grande club senza una presenza comunicativa davvero incisiva. Non serve trasformare ogni domenica in un comizio. Ma serve una linea chiara, riconoscibile, capace di intervenire nei momenti giusti. Altrimenti il Napoli finisce per partire con mezzo passo indietro in una partita che non si vede sul campo, ma si gioca lo stesso.

Da qui nasce la preoccupazione. “Adesso parli De Laurentiis” non è un invito alla rissa. È un invito a presidiare il racconto. Perché nel calcio italiano il silenzio non è neutrale: è una scelta. E ogni scelta, prima o poi, presenta il conto, soprattutto quando l’errore è la norma e l’inerzia del giudizio pubblico fa il resto.

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Antonio Papa