Un dato curioso emerge guardando le partite dell’Inter contro le grandi. Numeri che raccontano una storia diversa e fanno nascere qualche rimpianto a Napoli.
Per mesi si è raccontata una storia molto semplice. L’Inter ingiocabile, la squadra più forte del campionato, quella capace di dominare le partite importanti e di costruire il proprio vantaggio proprio negli scontri diretti. Una narrazione che si è consolidata settimana dopo settimana, mentre i nerazzurri accumulavano vittorie e prendevano margine in classifica.
Ma quando si vanno a guardare i numeri più da vicino, il quadro cambia parecchio. E racconta una realtà molto diversa rispetto alla percezione generale. I dati sugli scontri diretti contro le big sono piuttosto chiari. L’Inter ha raccolto appena 7 punti in 7 partite, con un bilancio fatto di due vittorie, un pareggio e quattro sconfitte. Un rendimento sorprendentemente fragile per una squadra che per buona parte della stagione è stata descritta come dominatrice del campionato. Se poi consideriamo che in questi 7 punti ci sono anche i tre presi alla Juve con il famoso caso Bastoni…
Insomma, non è lì che i nerazzurri hanno costruito la loro fuga. Il vero segreto della stagione dell’Inter è altrove. La squadra di Christian Chivu ha avuto un rendimento praticamente perfetto contro le squadre fuori dalla zona europea. Zero passi falsi, nessuna distrazione, una continuità quasi matematica.
In altre parole: 100% di vittorie contro le squadre fuori dalla top 6. È lì che i nerazzurri hanno costruito il loro vantaggio, partita dopo partita, senza concedere margine a chi inseguiva.
La questione va analizzata proprio partendo da queste basi. Perché negli stessi scontri diretti contro le big del campionato gli azzurri hanno fatto poco meglio, raccogliendo 11 punti in 7 partite. Un dato che racconta una squadra capace di giocarsela con tutti, di vincere partite pesanti e di non sfigurare quasi mai quando il livello si alzava, ma comunque con qualche passo falso di troppo che comunque, in certe partite, ci può stare tranquillamente.
Insomma, l’Inter non è stata una squadra imbattibile negli scontri diretti. Tutt’altro. La differenza vera è stata la continuità contro le cosiddette piccole, che il Napoli invece non ha avuto. Un aspetto che spesso passa sotto traccia ma che, alla lunga, pesa molto più delle singole partite di cartello.
A questo punto però resta inevitabile una riflessione. Se il Napoli è riuscito a reggere il confronto con le big pur attraversando una stagione tormentata dagli infortuni, quanto sarebbe cambiata la classifica con una rosa più integra? Non è una domanda casuale. E torna d’attualità la famosa frase di Scott McTominay dopo Inter-Napoli, spiegando come gli azzurri abbiano pagato più di tutti l’emergenza fisica e ricordando che forse le altre, con le stesse assenze, non avrebbero fatto altrettanto bene.
Ed è proprio questo il pensiero che resta sullo sfondo guardando questi numeri. L’Inter ha costruito la sua stagione con una continuità feroce contro le squadre più abbordabili. Il Napoli invece ha spesso dovuto rincorrere tra assenze e rotazioni forzate. Due percorsi diversi, due stagioni raccontate in modo diverso.
E allora la domanda rimane lì, quasi inevitabile. Senza tutti quegli infortuni, come sarebbe andata davvero?