Tra miliardari e fondi internazionali spunta un caso unico nel calcio italiano. Il Napoli racconta una storia diversa da tutte le altre
Quanto conta davvero il denaro nel calcio moderno? Basta scorrere la classifica Forbes dei miliardari per farsi un’idea. Oggi il pallone è sempre più un terreno di investimento per grandi gruppi finanziari, imprenditori globali e fondi d’investimento. Squadre storiche e piazze emergenti finiscono nelle mani di proprietari con patrimoni da capogiro. Eppure, guardando meglio i numeri legati alla Serie A, emerge un dettaglio che fa riflettere.
Tra i proprietari più ricchi del calcio italiano compaiono imprenditori miliardari provenienti dai settori più diversi. Ma il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, non appare neppure nella classifica. Un dato curioso, ma anche rivelatore. Perché mentre molti club italiani sono guidati da patrimoni miliardari, il Napoli negli ultimi anni ha costruito risultati sportivi e stabilità economica con risorse molto più limitate.
La graduatoria annuale pubblicata da Forbes include diversi proprietari di club di Serie A. In cima alla lista troviamo i fratelli Hartono, proprietari del Como, con un patrimonio complessivo che supera i 38 miliardi di dollari. Subito dietro compare Dan Friedkin, presidente della Roma, con oltre 11 miliardi.
La lista continua con la famiglia Saputo del Bologna e la famiglia Commisso della Fiorentina. Entrambe vantano patrimoni miliardari costruiti negli Stati Uniti tra industria e finanza. Non mancano poi figure molto note del panorama imprenditoriale europeo come Renzo Rosso, fondatore di Diesel e proprietario del Vicenza, oppure John Elkann, a capo di Exor e azionista di riferimento della Juventus.
Nella graduatoria trovano spazio anche i proprietari di club meno blasonati. Giovanni Arvedi della Cremonese, Gerry Cardinale del Milan e Howard Marks, numero uno del fondo Oaktree che controlla l’Inter. E ancora Antonio Percassi dell’Atalanta, la famiglia Squinzi del Sassuolo e perfino la Salernitana, con Danilo Iervolino. Insomma, la lista dei miliardari del calcio italiano è lunga e variegata. Ma proprio qui emerge il dettaglio che rende interessante il confronto.
Secondo le stime più diffuse nel settore economico e mediatico, il patrimonio di Aurelio De Laurentiis si aggira intorno ai 200-250 milioni di dollari. Una cifra importante, frutto del successo nel cinema con Filmauro e delle produzioni cinematografiche della famiglia. Ma resta lontanissima dalle fortune miliardarie che dominano la classifica Forbes.
Questo significa che il presidente del Napoli non sfiora neppure la graduatoria dei grandi patrimoni mondiali. E il confronto diventa ancora più evidente se si considera che nella lista compaiono proprietari di club di provincia o addirittura di squadre che non militano stabilmente in Serie A. Perfino la Salernitana, per fare un esempio concreto, ha un proprietario con patrimonio miliardario. Il Napoli invece no.
Ed è proprio qui che il dato assume un significato diverso. Perché negli ultimi vent’anni il Napoli di De Laurentiis è riuscito a tornare stabilmente tra le grandi del calcio italiano ed europeo senza alle spalle un fondo sovrano o un imprenditore da decine di miliardi. Il club azzurro ha costruito uno dei bilanci più solidi della Serie A. Ha partecipato con continuità alla Champions League, ha valorizzato giocatori poi rivenduti a cifre enormi e ha conquistato uno scudetto che a Napoli mancava da decenni.
Ed è questo ciò che esalta ancora di più l’impresa che sta facendo De Laurentiis a Napoli. Nel campionato dei miliardari, il club azzurro continua a restare competitivo senza esserlo. Un paradosso solo apparente, che negli anni ha trasformato il club azzurro in uno dei modelli economici più studiati del calcio europeo.