Lavori+al+Maradona%2C+l%26%238217%3Bing.+Cosenza+spiega+i+dettagli%3A+spunta+anche+un+rischio+enorme+per+il+Napoli
napolicalciolivecom
/2026/03/15/lavori-al-maradona-ing-cosenza-spiega-i-dettagli-spunta-anche-un-rischio-enorme-per-il-napoli/amp/
Napoli News

Lavori al Maradona, l’ing. Cosenza spiega i dettagli: spunta anche un rischio enorme per il Napoli

Il Maradona cambia volto e Napoli sogna Euro 2032. Ma nelle parole di Cosenza si nasconde anche un avviso pesante per il club azzurro.

Il futuro dello stadio Diego Armando Maradona torna al centro del dibattito e stavolta non per una semplice suggestione. Dalle parole pronunciate in diretta tv dall’ingegnere Edoardo Cosenza, assessore alla Mobilità, Infrastrutture e Protezione Civile del Comune di Napoli, emerge un quadro molto più concreto.

Lavori al Maradona, l’ing. Cosenza spiega i dettagli: spunta anche un rischio enorme per il Napoli – napolicalciolive.com

Da un lato ci sono i lavori per adeguare l’impianto agli standard richiesti dalla Uefa in vista di Euro 2032. Dall’altro c’è un tema che interessa da vicino Aurelio De Laurentiis e il Napoli, cioè il futuro della convenzione per l’utilizzo dello stadio. Ed è proprio lì che si intravede un possibile problema serio per il club azzurro.

Nel corso di Campania Sport su Canale 21, Cosenza ha parlato in modo chiaro: Napoli è ancora in corsa per ospitare il torneo continentale e oggi l’unica strada praticabile passa dal Maradona. Per restare dentro la partita, però, serve un progetto approvato entro il 31 luglio. Il Comune è disponibile a esaminare un piano credibile, ma uno dei punti chiave resta l’intesa tra società e amministrazione. La Uefa, infatti, pretende concordanza piena tra il club che utilizza l’impianto e il soggetto pubblico che lo gestisce.

Cosenza ha spiegato che il Comune andrà avanti comunque, anche nell’eventualità in cui il Napoli non fosse realmente interessato al percorso verso l’Europeo del 2032. La Regione Campania ha già dato disponibilità a sostenere economicamente l’intervento e la cifra minima ipotizzata è di circa 200 milioni di euro.

Un investimento importante, che racconta bene la dimensione del progetto. Il punto, però, è che non tutti i lavori dipendono dalla candidatura Uefa. Alcuni sono richiesti esplicitamente dall’organismo europeo, altri invece verranno realizzati in ogni caso per rendere il Maradona più moderno, funzionale e redditizio.

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda il primo anello, che oggi presenta problemi di visibilità interna rispetto ai parametri Uefa. L’idea è portarlo più vicino al campo. Trattandosi di una struttura ovale, i distinti arriverebbero fino all’altezza del centrocampo, mentre nelle zone dei calci d’angolo la distanza dal terreno di gioco resterebbe intorno ai sei metri, quindi entro i limiti consentiti dalla legge. In altre parole, il Maradona cambierebbe volto e assumerebbe una fisionomia molto più vicina a quella degli impianti moderni, senza perdere la propria identità storica.

Terzo anello, pista rimossa e nuovi spazi commerciali

Tra i primi interventi ci sarà quello sul terzo anello, chiuso da tempo per i noti problemi di vibrazioni. Per il Comune è una priorità assoluta, perché recuperare circa 10mila posti significherebbe evitare un danno economico e logistico enorme nei periodi in cui si lavorerà sugli altri settori. Cosenza ha spiegato che l’obiettivo è intervenire prima lì, così da non perdere capienza complessiva quando partirà il restyling più pesante del primo anello. I lavori, peraltro, dovrebbero andare avanti anche durante la stagione agonistica.

 

Un altro snodo decisivo riguarda la pista di atletica, destinata a sparire. Verrà trasferita a Bagnoli, dove il Parco dello Sport sarà affidato alle Fiamme Oro per diventare un centro rilevante per l’atletica. Senza pista, il Maradona potrà avvicinare il pubblico al campo e liberare spazi preziosi sotto le tribune. Proprio quelle aree potrebbero ospitare ambienti per la Uefa, aree hospitality, zone commerciali e servizi capaci di aumentare il valore economico dell’impianto. Anche il fossato verrebbe coperto, mentre i maxischermi resteranno. Sul fronte degli sky box, l’obiettivo indicato è arrivare a circa 2.000 posti complessivi.

Nel progetto rientra anche la Maradona Experience, cioè uno spazio che andrebbe oltre il classico museo. L’idea del Comune è valorizzare il flusso turistico legato ai tour degli stadi, conservando pure i cimeli e il materiale lasciato dai tifosi all’esterno dell’impianto dopo la morte di Diego. È un dettaglio che racconta bene una direzione precisa: lo stadio non dovrà vivere solo nelle giornate di campionato, ma diventare uno spazio da sfruttare tutto l’anno, tra eventi, visite e attività collaterali.

Convenzione in scadenza e possibile aumento per il Napoli

Il passaggio più delicato, però, riguarda la convenzione tra il Napoli e il Comune, oggi fissata intorno agli 850-900 mila euro annui e in scadenza nel 2028. Cosenza non ha usato toni aggressivi, ma il messaggio è arrivato forte e chiaro. Se i primi lavori saranno realizzati con una partecipazione del Napoli, tutto sarà più semplice. Se invece il costo ricadrà interamente su Comune e Regione, allora nella futura convenzione si dovrà tenere conto delle spese sostenute e del nuovo valore dell’impianto.

Qui nasce il rischio enorme per il club azzurro. Perché se oggi il Maradona costa meno di un milione l’anno, domani un impianto ristrutturato, più redditizio e più vicino agli standard europei potrebbe pesare di più sulle casse del Napoli. Cosenza ha detto che l’intenzione è far pagare al club il minimo indispensabile, ma ha anche aggiunto che questo dovrà essere compatibile con gli interventi effettuati. Detto in modo molto semplice: senza collaborazione, il Napoli rischia di ritrovarsi con una convenzione più pesante.

Intanto il Comune va avanti anche sul tema parcheggi, altro punto richiesto dalla Uefa. Cosenza ha parlato di posti sotto le tribune, del recupero di circa 200 stalli mai realmente utilizzati, del coinvolgimento dei parcheggi della Mostra d’Oltremare e di un accordo con la Facoltà di Ingegneria.

L’obiettivo è arrivare ai numeri richiesti dalla Uefa, ma anche spingere una parte consistente dei tifosi a usare i mezzi pubblici. Napoli, almeno dal punto di vista istituzionale, sembra avere già scelto la sua strada. Ora resta da capire se il Napoli vorrà percorrerla fino in fondo oppure no. E da questa risposta potrebbe dipendere molto più del semplice futuro del Maradona.

Published by
Antonio Papa