Le stagioni finiscono, i progetti si discutono e le panchine tornano improvvisamente in bilico. Anche tra le prime della Serie A nulla appare davvero definitivo
Anche la prossima estate potrebbe essere un’estate di grandi cambiamenti. Come ogni fine stagione si tirano le somme e si pensa a cosa cambiare e a come migliorare. In alcuni casi, anche se non c’è necessità di cambiare, le contingenze portano a farlo lo stesso. E questo potrebbe avvenire anche quest’estate con alcuni allenatori dei top club di Serie A.
A guardare le prime sette in classifica potrebbe non esserci necessità per nessuna di un cambio di rotta. Anche perché chi doveva intervenire è già intervenuto a stagione in corso, come Juventus e Atalanta, e le altre possono dire di aver comunque disputato una stagione soddisfacente finora. In realtà non ci sorprenderemmo affatto se questa estate le panchine delle “sette sorelle” di questo campionato restassero tutte immutate.
Eppure, se dovessimo mettere la mano sul fuoco su uno dei sette allenatori che guidano il campionato di Serie A, non lo faremmo per nessuno. Ed è questa un po’ l’anomalia: nessun 100%, magari qualche 80-90, ma nessuno per il quale potresti puntare una cifra enorme sicurissimo della riconferma.
Certo, appare difficile pensare, ad esempio, a un Gasperini lontano dalla Roma il prossimo anno. Ma si sa, il tecnico piemontese è tanto bravo quanto fumantino. Perciò un eventuale confronto a fine stagione con la dirigenza porterà quasi sicuramente a una riconferma, ma con una minima percentuale di rottura a fine campionato.
Allo stesso modo Cristian Chivu sembra piuttosto saldo sulla panchina dell’Inter. La stagione si concluderà molto probabilmente con lo scudetto e appare davvero difficile, al momento, pensare che ci possa essere un cambio di panchina in casa nerazzurra. Eppure la tentazione Simeone, in procinto di lasciare l’Atletico Madrid a fine stagione, è molto forte, quindi non c’è da escludere nulla.
Massimiliano Allegri ha rivitalizzato il Milan e la dirigenza rossonera non farebbe mai a meno di lui. Ma si parla con insistenza di un interesse del Real Madrid che, a quel punto, potrebbe sparigliare le carte.
Stesso discorso per Fabregas al Como. Difficile che accetti un’altra destinazione come l’anno scorso, quando ha rifiutato l’Inter. Ma ci sono due squadre che potrebbero farlo vacillare: Arsenal e Barcellona. Le due squadre che ha nel cuore e che, se cambiassero guida tecnica, potrebbero chiamare lui. E lì sarebbe davvero difficile dire di no.
Possibili sirene di grandi squadre potrebbero invece distrarre Raffaele Palladino, autore di un capolavoro da quando lo scorso autunno è subentrato a Ivan Juric all’Atalanta. E poi c’è Spalletti alla Juventus, che sembra molto saldo in sella ma che potrebbe non rinnovare se non arrivasse la qualificazione in Champions League.
Chiudiamo con Antonio Conte al Napoli. Anche lui sembra orientato a restare, ma il confronto con De Laurentiis sarà decisivo. Lui, come tutti gli altri, hanno decisamente più possibilità di restare che di andare via. Ma al momento, come potete vedere anche voi, non ce n’è uno sul quale si può essere certi. Una cosa è certa: sarà un’estate tutta da seguire non solo per il mercato calciatori ma anche per quello degli allenatori.