Dietro le strategie del Napoli per il prossimo mercato c’è un dettaglio da cancellare quanto prima. Un numero che racconta molto dell’attuale rosa azzurra
Il mercato del Napoli della scorsa estate è stato un mercato importante, utile ad allungare la rosa e a renderla strutturata per reggere anche l’assurda bufera nella quale si sono trovati gli azzurri a causa dei tanti infortuni capitati quest’anno. Senza considerare i grandi flop come Lucca e Lang, tutti gli altri, da Elmas a Milinkovic Savic passando per Gutierrez, Beukema e Kevin De Bruyne, hanno dato il loro contributo. E poi c’è lo stakanovista Hojlund che le ha giocate praticamente tutte saltando pochissimi minuti.
Eppure, guardando con attenzione i numeri della squadra, emerge un dettaglio che non si può sottovalutare: l’età complessiva della rosa a disposizione di Antonio Conte. Il Napoli oggi detiene un primato curioso e poco lusinghiero. Con 28 anni di media, è infatti la squadra con la rosa più “esperta” dell’intera Serie A tra i giocatori realmente utilizzati durante la stagione, cosa che accadde anche lo scorso anno.
Naturalmente è un aspetto a cui va posto rimedio. Perché se da un lato l’esperienza può rappresentare un valore, dall’altro rischia di diventare un limite nel medio periodo. Ed è proprio da qui che nasce uno degli obiettivi principali del prossimo mercato.
Il progetto del club è abbastanza chiaro. Il prossimo mercato del Napoli non sarà soltanto una questione di acquisti. Sarà soprattutto un’operazione di riequilibrio generazionale. Oggi, all’interno della rosa azzurra, i giocatori realmente giovani sono pochi. Se si guarda agli under 25 impiegati durante la stagione, il gruppo si restringe rapidamente.
I più giovani della rosa sono Gilmour e Gutierrez con 24 anni. Poi ci sono Hojlund, Alisson Santos e Vergara, tutti di 23 anni. Infine Giovane, che con i suoi 22 anni rappresenta quasi un’eccezione in una squadra complessivamente molto più matura.
Un nucleo interessante, certo. Ma numericamente ancora troppo limitato per rappresentare davvero il futuro. Ed è proprio per questo che il prossimo mercato estivo del Napoli potrebbe concentrarsi su profili giovani, dinamici e con margini di crescita importanti.
Il ragionamento sull’età media della squadra porta inevitabilmente a guardare anche ai giocatori più esperti, che abbiamo già analizzato nei giorni scorsi. Alcuni di loro restano pilastri tecnici e carismatici, ma il tempo passa per tutti.
Il caso più evidente è quello di Romelu Lukaku, che compirà 33 anni a maggio e sembra “invecchiato” parecchio dopo l’infortunio. Poi c’è Juan Jesus, che arriverà a 35 anni a giugno. Situazioni fisiologiche per una squadra che negli ultimi anni ha puntato molto sull’esperienza per restare competitiva. Lui però dovrebbe restare visto che Conte lo considera un pilastro della squadra.
Ci sono poi situazioni più delicate da valutare. Una riguarda Anguissa, che ha un contratto fino al 2027 ma rappresenta uno dei giocatori più richiesti sul mercato internazionale. E poi Spinazzola, Lobotka, De Bruyne, Politano. Tutti calciatori che hanno abbondantemente superato i 30 e sui quali va fatta sicuramente una valutazione a 360 gradi.
Dietro tutte queste valutazioni c’è una linea guida precisa. Il Napoli vuole restare competitivo subito, ma allo stesso tempo costruire una squadra capace di durare negli anni. Ecco perché il lavoro condiviso tra Manna, Conte e De Laurentiis punta a individuare profili giovani ma già pronti per il calcio di alto livello. Non una rivoluzione totale. Piuttosto una trasformazione graduale.
L’idea è semplice: mantenere l’ossatura della squadra e affiancare nuovi giocatori che possano abbassare l’età media e garantire energia, corsa e prospettiva. Il record della rosa più “anziana” della Serie A non è certo un dramma. Ma è un segnale. E il prossimo mercato potrebbe essere l’occasione perfetta per cambiarlo.