Il capitano lavora in silenzio, il Napoli aspetta. Una data inizia a prendere forma, ma la sensazione è che non sia tutto così semplice
L’assenza di capitan Di Lorenzo si sta sicuramente facendo sentire in casa Napoli. Da quando si sono infortunati lui e Rrahmani la difesa ha perso punti di riferimento e non riesce più a fare clean sheet. Non è un caso: parliamo di due riferimenti costanti per i compagni di reparto che danno sicurezze e guidano la retroguardia con esperienza e carisma. Ora però è il momento di rientrare e, se c’è qualcuno che può sapere esattamente come sta Di Lorenzo e quando rientra in campo, quello è il suo agente.
Mario Giuffredi, intervenuto a CRC durante “A Pranzo con Chiariello”, ha dato un’indicazione piuttosto chiara. “Credo che vedremo Giovanni dopo Napoli-Milan a metà del mese d’aprile”. Tradotto: niente rientro immediato, niente corse contro il tempo. Si guarda oltre quella partita che, paradossalmente, sarebbe stata perfetta per riabbracciare il capitano. Eppure, nello stesso intervento, si apre anche uno spiraglio. “Se così fosse, sarebbe davvero un miracolo poiché noi pensavamo che i tempi di recupero fossero molto più lunghi”.
Qui entra in gioco un fattore che chi segue il Napoli conosce bene. Di Lorenzo non è un calciatore qualsiasi. Non lo è mai stato, soprattutto dal punto di vista mentale. “Nonostante abbia 33 anni, lui non è una persona normale”. Il passaggio di Giuffredi è netto. E racconta un aspetto spesso sottovalutato quando si parla di recupero dall’infortunio.
“Dal punto di vista professionale riesce con la sua forza di volontà ad anticipare i tempi di recupero”. Non è una promessa, ma una possibilità concreta. Di Lorenzo è uno di quelli che lavorano in silenzio, senza cambiare mai ritmo. “Giovanni non si sposta di un millimetro, lui rimane sempre uguale”. È questa la sua forza. Una continuità quasi ossessiva che negli anni lo ha reso uno dei giocatori più affidabili della Serie A.
Nell’intervento di Giuffredi però non si è parlato solo dell’infortunio di Di Lorenzo. Il procuratore ha toccato anche altri temi, a partire dal rapporto con Antonio Conte. “Non ho fatto pace con Antonio Conte, ma ciò non vuol dire che io non stimi l’allenatore”.
Anzi, il giudizio tecnico resta molto alto: “Antonio Conte è un grande allenatore e per me è quello che incide di più nel migliorare i calciatori”. Un riconoscimento importante, soprattutto considerando il passato recente.
Spazio anche agli altri assistiti. Su Politano, Giuffredi ha spiegato: “Quando rientri da un infortunio hai bisogno di tempo e di partite da recuperare”. E infatti, dopo qualche gara sottotono, “è stato il migliore in campo sia in Napoli-Lecce che in Napoli-Torino”.
Su Vergara il discorso è più legato alla crescita: “È un giocatore caparbio e mentalmente forte”. L’infortunio arriva in un momento delicato, ma “chi ha la testa bella diritta, quando riprende, torna più forte di prima”. Infine Marianucci, su cui si espone senza mezzi termini: “Sarà il difensore della nazionale italiana”. Una previsione forte, che racconta quanto il procuratore creda nel percorso dei suoi giocatori.