L’infermeria si svuota lentamente e qualcosa inizia a muoversi. Il Napoli ritrova un tassello, ma il quadro resta aperto.
Il Napoli si avvicina alla trasferta di Parma con una situazione ancora in bilico sul fronte infortuni, ma anche con qualche segnale positivo. Dopo il giorno di riposo, la squadra è tornata ad allenarsi a Castel Volturno per preparare una gara che può dire molto nella corsa al secondo posto. L’infermeria non è più piena come qualche settimana fa, ma resta un fattore che continua a incidere sulle scelte e sugli equilibri della squadra.
La vittoria contro il Milan ha dato risposte importanti sul campo, ma ha anche lasciato aperta una questione evidente. Il Napoli ha dovuto adattarsi, cambiare, trovare soluzioni alternative. E lo farà ancora, almeno per qualche giorno.
La buona notizia arriva davanti. Rasmus Hojlund è in ripresa dopo il virus influenzale che lo aveva costretto a saltare la sfida con il Milan. Le sensazioni sono positive e, a oggi, è il candidato più concreto per tornare titolare già a Parma. Non è solo un recupero numerico, è un rientro che cambia il peso offensivo della squadra.
Con lui, infatti, il Napoli ritrova un riferimento stabile, uno che riempie l’area di rigore e permette alla squadra di alzarsi con più continuità. Contro il Milan si è visto quanto questa presenza sia mancata.
Dietro, invece, la situazione resta più complessa. Amir Rrahmani prosegue il percorso di recupero dopo il problema muscolare accusato contro la Roma, ma il suo rientro resta in dubbio per Parma. L’idea è che possa essere gestito con cautela, con uno sguardo più realistico alla gara successiva contro la Lazio.
Per Giovanni Di Lorenzo i tempi sono leggermente più lunghi. Il rientro è previsto verso la fine del mese e non ci saranno accelerazioni. Anche qui, scelta chiara: meglio aspettare qualche giorno in più piuttosto che rischiare.
Ancora più indietro David Neres e Vergara, attesi direttamente a maggio. Il loro rientro servirà soprattutto per allungare le rotazioni nel finale di stagione, quando ogni partita inizierà a pesare doppio.
Infine Lukaku, che continua a lavorare in Belgio. La sua situazione resta separata dal resto del gruppo e, almeno nell’immediato, non rappresenta una soluzione per Conte vista anche la delicatissima situazione disciplinare. Il rientro di Hojlund comunque risolverà il problema attaccante, anche perché Giovane ha fatto capire che nell’emergenza il suo impiego può essere comunque una soluzione.
Gli altri arriveranno dopo, con tempi diversi e con un impatto che dipenderà dal momento. La sensazione è che Conte abbia già fatto una scelta precisa: gestire tutto senza forzature, anche a costo di adattarsi ancora per qualche partita.