Di Lorenzo torna finalmente in campo ma dietro il suo rientro c’è una stagione segnata da stop continui, assenze pesanti e un’infermeria mai davvero vuota.
Ci sono voluti più di tre mesi ma alla fine il Napoli contro il Bologna potrà riabbracciare il suo capitano, anche se probabilmente non per 90 minuti. Giovanni Di Lorenzo torna disponibile ed è una splendida notizia soprattutto per lui, prima ancora che per una squadra che ormai ha poco altro da chiedere al campionato.
Perché il vero tema, oggi, è un altro. Il ritorno del capitano certifica soprattutto l’uscita da un tunnel nel quale il Napoli è rimasto intrappolato praticamente per tutta la stagione. Una lunga catena di problemi fisici, stop, ricadute e assenze che ha accompagnato quasi ogni mese dell’annata azzurra.
E il dato finale fa impressione.
Gli infortuni stagionali superano quota 40 e sommando tutte le partite saltate dai singoli giocatori si arriva a ben 168 assenze complessive. Numeri enormi, soprattutto se rapportati a una rosa che per larghi tratti della stagione ha dovuto convivere con emergenze sparse praticamente in ogni reparto.
L’unico vero sopravvissuto, paradossalmente, è stato Eljif Elmas, unico giocatore della rosa a non aver mai marcato visita nel corso dell’anno. Tutti gli altri, chi più chi meno, sono passati almeno una volta dall’infermeria.
Il dato più clamoroso riguarda sicuramente Romelu Lukaku. L’attaccante belga ha saltato addirittura 27 partite stagionali, praticamente quasi un girone intero. Numeri pesantissimi per quello che avrebbe dovuto essere il riferimento offensivo della squadra di Conte.
Ma fanno rumore anche le 16 assenze di Kevin De Bruyne, rimasto fuori a lungo nel cuore della stagione. E poi le 14 giornate saltate sia da Rrahmani che da Anguissa, due pilastri dell’equilibrio azzurro.
Molto pesanti anche gli stop di David Neres, fermato per 14 gare, e quelli che hanno coinvolto giocatori fondamentali come Lobotka, Olivera, Meret e lo stesso Di Lorenzo.
Adesso, ironia della sorte, l’infermeria si sta finalmente svuotando. Oltre al capitano, anche Neres e Antonio Vergara sono attesi al rientro nelle prossime settimane. Il problema è che questo recupero collettivo arriva quando ormai serve relativamente poco.
Centosessantotto assenze complessive non possono essere archiviate come semplice casualità. Perché un conto è convivere con qualche problema fisico fisiologico, un altro è ritrovarsi per mesi senza continuità e senza la possibilità di avere quasi mai tutta la squadra a disposizione.
Ed è inevitabile pensare che il tema finirà presto anche sul tavolo delle discussioni tra Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte. Dalla preparazione atletica alla gestione dei carichi, passando per la profondità della rosa e le rotazioni, il Napoli dovrà capire perché questa stagione sia diventata un autentico percorso a ostacoli. Perché certe annate possono capitare. Ma 41 infortuni e 168 assenze raccontano qualcosa che va ben oltre la semplice sfortuna.