Max Allegri non ha ancora firmato per il Napoli ma già sta lavorando per il club: il tecnico ha scelto il nuovo modulo ed i fedelissimi
Cosa rende davvero vincente una squadra? I grandi acquisti fanno rumore, attirano l’attenzione e alimentano l’entusiasmo dei tifosi. Ma spesso le stagioni più importanti nascono da qualcosa di meno appariscente: idee chiare, gerarchie definite e un progetto tecnico costruito con pazienza.
È proprio da qui che sembrerebbe voler partire il nuovo corso del Napoli. Mentre il mercato continua a occupare le prime pagine e i nomi dei possibili rinforzi si rincorrono quotidianamente, dietro le quinte si starebbe già lavorando a qualcosa di ancora più importante. La costruzione dell’identità della squadra.
Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Massimiliano Allegri starebbe studiando attentamente le caratteristiche della rosa azzurra per individuare le soluzioni tattiche più adatte alla prossima stagione. Un lavoro che va oltre i singoli acquisti e che punta a valorizzare il patrimonio tecnico già presente a Castel Volturno. Perché prima di aggiungere nuovi tasselli, ogni allenatore vuole capire quali sono le fondamenta sulle quali costruire.
Le prime indicazioni raccontano di un tecnico orientato verso due sistemi di gioco ben precisi. Da una parte il classico 4-3-3, modulo che da anni rappresenta una sorta di linguaggio naturale per molti interpreti della rosa partenopea. Dall’altra il più dinamico 3-4-2-1, soluzione già vista in alcuni momenti della scorsa stagione e capace di offrire maggiore flessibilità durante le partite.
La scelta non appare casuale. Il 4-3-3 consentirebbe di sfruttare al massimo la qualità sugli esterni e l’eventuale arrivo di nuovi rinforzi offensivi dal mercato. Il 3-4-2-1, invece, permetterebbe di creare superiorità in diverse zone del campo, garantendo maggiore copertura difensiva senza rinunciare alla qualità nella fase offensiva.
Chi ha seguito la carriera di Allegri sa bene quanto il tecnico livornese abbia sempre privilegiato l’adattabilità rispetto ai dogmi tattici. Le sue squadre non si sono mai distinte per un unico spartito, ma per la capacità di leggere le partite e modificare assetto e atteggiamento in base agli avversari. Ecco perché la sensazione è che il futuro del Napoli possa essere caratterizzato da una notevole elasticità tattica.
Prima ancora delle strategie di mercato, però, sembrano esserci delle certezze. Ogni allenatore individua rapidamente quei giocatori che considera imprescindibili per trasmettere la propria idea di calcio. Nel caso di Massimiliano Allegri, il nucleo su cui costruire il nuovo progetto appare già piuttosto definito.
Tra gli uomini ritenuti centrali figurerebbero Giovanni Di Lorenzo, Amir Rrahmani, Alessandro Buongiorno, Leonardo Spinazzola, Stanislav Lobotka, Scott McTominay, Kevin De Bruyne e Rasmus Hojlund. Un gruppo che mescola esperienza internazionale, leadership e qualità tecnica.
Particolarmente interessante appare la centralità attribuita a Lobotka e McTominay. Il primo rappresenta il metronomo della manovra, il secondo garantisce fisicità e inserimenti. Una coppia che potrebbe diventare il cuore pulsante della squadra. Attorno a loro ruoterebbero i leader della difesa e il talento offensivo di giocatori capaci di fare la differenza anche nelle serate europee.
Le grandi squadre, spesso, non nascono da rivoluzioni improvvise ma dalla capacità di riconoscere ciò che funziona e valorizzarlo ulteriormente. Allegri sembra voler seguire proprio questa strada. E mentre il mercato continua a promettere novità e colpi di scena, una domanda inizia a farsi spazio tra i tifosi azzurri: quanto può diventare competitivo questo Napoli se alle nuove idee verranno aggiunti anche gli innesti giusti?