Una vittoria sofferta, una classifica che sorride e un mese decisivo davanti. Ora il Napoli non può più permettersi passi falsi.
Vi sfidiamo a trovare in questo momento un qualsiasi tifoso del Napoli che non abbia perso la voce dopo il gol di Romelu Lukaku a Verona. Una liberazione, sia per Romelu sia soprattutto per qualunque supporter azzurro costretto a soffrire per 95 minuti contro una squadra già virtualmente retrocessa. E sì, in stagioni del genere ci vuole anche questo.
Il Napoli la sfanga in quella che è probabilmente la partita più brutta della gestione Conte. Una gara giocata dopo essere andati in vantaggio dopo soli due minuti di gioco e senza proporre nient’altro, una squadra bloccata forse dalla paura di chiuderla ma tenuta sulla corda da una squadra di livello nettamente inferiore, che alla lunga riesce a pareggiarla su un episodio e rischia seriamente di portarsi a casa il secondo punto sui 15 dell’intera stagione contro una squadra che lotta per la Champions. Non è ammissibile, e lo sa anche Antonio Conte.
Molli, sulle gambe, bloccati dalla paura di non farcela. Pesa anche l’ambiente che si è creato attorno alla squadra e all’interno della squadra dalle tante polemiche sugli infortuni, sulla Champions fallimentare, su un campionato perso troppo presto in mezzo a tante difficoltà.
Non è il momento dei processi e probabilmente non è neppure il caso di farli: se il Napoli dovesse arrivare fra le prime 4 e con una Supercoppa in bacheca ci sarebbe ben poco da contestare. Va bene così, e si pensa all’anno prossimo cercando di allungare la rosa e di evitare tutti i problemi che ci sono stati in questa stagione. Ma ora la partita va chiusa: l’occasione è troppo ghiotta per sprecarla così.
Guardare stasera la classifica fa bene all’anima: il Napoli è a 53, il Como a 48 e solo un’eventuale impresa della Juventus a Roma (mentre scriviamo le squadre stanno scendendo in campo, ndr) potrebbe riaprire i giochi Champions. Questo, o quello che guardando bene sarebbe un vero e proprio suicidio dei ragazzi in azzurro.
Torino, Lecce e Cagliari. Sarà un marzo molto abbordabile per il Napoli in attesa di Napoli-Milan che aprirà il mese di aprile, gara che a quel punto potrebbe decidere la corsa al secondo posto. Adesso non si può più sbagliare, non si deve mai più vedere la squadra che stava per crollare al Bentegodi e soprattutto non la si deve vedere contro squadre di bassa classifica. I punti persi con Parma e Verona all’andata pesano come un macigno sulla corsa scudetto, e non deve succedere più.
Una rinascita che parte dal gol di Lukaku ma che passa necessariamente dal rientro dei lungodegenti. Subito Anguissa e McTominay, con calma anche De Bruyne e Di Lorenzo e poi per finire David Neres. Se tutto va bene non servirà neppure ma è importante fare marzo con una squadra più completa e più profonda in ogni reparto.
Lo scudetto ormai è sfumato, ma non c’è bisogno di perdere voce e salute fino a maggio. Meglio mettere la barca all’asciutto facendosi un mese a duellare col Milan ma senza più dover tremare ad ogni partita. Poi si parlerà del futuro e di cosa è andato storto quest’anno. Ma prima bisogna assicurarsi di non sbagliare ancora e di non rivedere mai più partite come Verona-Napoli.