Il rientro dei pezzi chiave apre scenari diversi per il Napoli. Conte osserva e prepara nuove mosse senza forzare i tempi.
C’era una volta la Lu-La. Chi non ricorda la straordinaria coppia d’attacco formata da Lautaro Martinez e Romelu Lukaku, sotto la guida di Antonio Conte? I due dialogavano una meraviglia, si mandavano in porta a vicenda e si aprivano spazi che da soli non sarebbero riusciti ad aprirsi.

Il toro argentino e il gigante belga erano una coppia offensiva meravigliosa che si integrava alla perfezione. Era un Lukaku molto diverso da quello che stiamo vedendo in questi anni azzurri. Il fisico era differente, lui era molto più agile e aveva caratteristiche completamente diverse rispetto a quelle che vediamo ora. Sembrava quasi un altro calciatore, ma la testa è rimasta quella lì.
Lukaku è un attaccante in primis intelligentissimo, che lavora molto per la squadra e sa sempre dove posizionarsi, sia per cercare il gol, come accaduto a Verona, sia per servire il compagno più libero e mandarlo in porta, come dimostra anche la doppia doppia raggiunta lo scorso anno in campionato. Il campionato che ha portato il quarto scudetto al Napoli, anche per meriti suoi.
Ecco perché il rientro di Lukaku, che sta avvenendo gradualmente ma con segnali molto incoraggianti, è una splendida notizia per Antonio Conte. Uno come Romelu fa molto comodo alla causa azzurra e naturalmente prima di vederlo davvero in condizione, ovvero prima che sia in grado di gestire una partita intera, dovrà passare un bel po’ di tempo.
Il Napoli e il rientro di Lukaku: la coppia con Hojlund e come vuole gestirlo Conte
Per il momento Lukaku sarà sicuramente una mossa da giocarsi nella seconda parte di gara, quando i ritmi sono un po’ più bassi e quando la sua condizione fisica riesce ancora a sostenere almeno una mezz’ora. Ma in quella mezz’ora potremmo vedere un Napoli completamente diverso da quello che abbiamo visto quest’anno. E a Verona ne abbiamo avuto un assaggio.

La capacità che hanno Lukaku e Hojlund di dialogare e di liberarsi spazi a vicenda è molto simile a quella che c’era con Lautaro Martinez. Ecco perché è presumibile che anche nelle prossime partite vedremo, nella parte finale del match, un attacco a due in una sorta di 3-5-2 simile a quello che ha fatto le fortune di Conte all’Inter.
Spinazzola o Gutierrez da una parte, Politano o Vergara dall’altra, e una mediana a tre, complici anche i rientri di McTominay e Anguissa. Questa potrebbe essere una delle novità che vedremo nel finale di stagione. Un’altra vedrà l’avanzamento dello scozzese sulla linea dei trequartisti, con Anguissa a fare coppia con Lobotka. Ma sono tutte speculazioni al momento, anche perché prima di rivedere tutti loro in condizione dovrà passare ancora qualche settimana.
E poi c’è da aspettare anche Kevin De Bruyne, che pure sta recuperando con calma e che potrebbe essere disponibile per scendere in campo verso la fine di marzo, dopo essersi aggregato con la squadra presumibilmente già contro il Torino. Ma anche per lui sarà un rientro molto graduale, così come è stato per Lukaku, con la speranza di averlo per fine stagione tirato al lucido e pronto per dare il suo contributo alla causa azzurra.




