Gli inizi, il fallimento, la malattia: chi è Emanuele Rao, il nuovo gioiellino del Napoli che stupisce in B

Una carriera nata lontano dai riflettori, un ostacolo affrontato da bambino e una stagione che sta cambiando tutto. La storia di un giovane talento del Napoli

A Bari è l’uomo del momento dopo la prestazione scintillante offerta nel 4-1 alla Reggiana, partita che ha sancito la rinascita dei galletti pugliesi che ora iniziano a pensare seriamente alla salvezza. Ed è sintomatico che a trascinare i pugliesi di Luigi De Laurentiis sia stato proprio un calciatore di proprietà del club di suo padre. E che calciatore.

Emanuele Rao in conferenza stampa
Gli inizi, il fallimento, la malattia: chi è Emanuele Rao, il nuovo gioiellino del Napoli che stupisce in B (foto da conferenza stampa) – napolicalciolive.com

Emanuele Rao ha solo 20 anni ma in questa stagione è esploso, mettendo in mostra un potenziale che potrebbe presto vederlo ripercorrere le orme di Antonio Vergara. Rao è a tutti gli effetti uno dei giovani più interessanti che stanno emergendo nel campionato di Serie B. Un nome che a Napoli era già conosciuto dagli addetti ai lavori, perché il club azzurro lo ha messo sotto contratto dopo il fallimento della SPAL. Oggi però il ragazzo sta iniziando a far parlare di sé anche tra i tifosi.

Nato a Rovereto il 28 marzo 2006, Emanuele Rao cresce calcisticamente nel settore giovanile del Chievo Verona. È un esterno offensivo veloce, tecnico, uno di quei giocatori che ama puntare il difensore e rientrare sul destro per cercare la porta. Quando il Chievo fallisce, la sua carriera prende una strada diversa.

Nel 2021 arriva la chiamata della SPAL, che decide di puntare su di lui. A Ferrara il giovane attaccante brucia le tappe. Gioca spesso sotto età e si mette subito in evidenza per dribbling e gol. Nel 2022 conquista anche il campionato Under 18, battendo l’Inter in finale. Il club emiliano capisce di avere tra le mani un talento e gli fa firmare il primo contratto da professionista.

Il debutto tra i grandi arriva il 15 settembre 2023 in Serie C con la SPAL. La partita è contro il Perugia. Poche settimane dopo arriva anche il primo gol tra i professionisti, nella sfida contro la Lucchese. La stagione successiva diventa quella della definitiva crescita. Nonostante le difficoltà della squadra, Rao si ritaglia spazio e continuità.

Il fallimento della SPAL e l’occasione Napoli (via Bari)

I numeri raccontano bene il suo impatto: 37 presenze, 5 gol e 2 assist. Statistiche interessanti soprattutto se si considera l’età. Per un classe 2006 alla prima stagione tra i professionisti è un rendimento che non passa inosservato agli scout. In quello spogliatoio c’è anche una figura importante per la sua crescita: Mirko Antenucci, capitano della SPAL e punto di riferimento per i giovani. Ed è proprio Antenucci a raccontargli quanto sia speciale la piazza di Bari.

Quando la SPAL fallisce, diversi club iniziano a seguire con attenzione la situazione di Rao. Il Napoli è tra i primi a muoversi e decide di metterlo sotto contratto. L’idea è quella di farlo crescere con calma, senza bruciare le tappe. Per questo viene girato in prestito al Bari in Serie B. Qui il giovane esterno sta vivendo la sua prima stagione completa nella cadetteria. Non sempre parte titolare, ma quando entra in campo riesce spesso a lasciare il segno.

I suoi numeri parlano chiaro: oltre 20 presenze stagionali e 5 gol, spesso arrivati entrando dalla panchina. Il resto è storia, come l’exploit contro la Reggiana che gli è valso anche il titolo di Player Of The Week della settimana del campionato cadetto: prestazioni che stanno facendo crescere curiosità e attenzione attorno al suo nome.

La storia personale: il diabete scoperto da bambino

La storia di Emanuele Rao però non è fatta solo di calcio. Quando aveva nove anni gli viene diagnosticato il diabete di tipo 1. I primi segnali arrivano proprio durante gli allenamenti: fame improvvisa, tremori, grande sete. I genitori, entrambi infermieri, capiscono subito che qualcosa non va e decidono di fare degli esami. Il risultato è impietoso: diabete.

Per un bambino che sogna di diventare calciatore la domanda è inevitabile: potrà continuare a giocare? La risposta è sì, ma arriva con il tempo e con tanta forza mentale. Oggi Rao gestisce la malattia grazie a un microinfusore di insulina, una sorta di piccolo pancreas artificiale che gli permette di controllare la glicemia.

Durante le partite segue una routine precisa: usa il dispositivo nel riscaldamento, lo rimuove durante il match e lo riattiva all’intervallo. Una disciplina quotidiana che racconta molto del suo carattere. Il giovane attaccante lo ha spiegato con parole semplici: “Il diabete non è un ostacolo, ma un limite che si può superare”. 

Nel progetto del Napoli, Rao rappresenta uno dei giovani su cui costruire il futuro. Il club azzurro negli ultimi anni ha dimostrato di saper lavorare bene con i talenti e l’idea è quella di farlo crescere senza pressioni. La stagione in Serie B con il Bari servirà proprio a questo: accumulare minuti, esperienza e fiducia. Per ora il ragazzo continua a lavorare in silenzio. Senza proclami, ma con una determinazione che spesso nel calcio fa la differenza.