Il Maradona entra nella fase operativa tra documenti ufficiali e prime risorse. Ma il percorso è solo all’inizio e il tempo stringe
Il primo passo concreto è arrivato. Non è ancora il progetto definitivo, ma è qualcosa che segna una direzione chiara. Il restyling dello stadio Maradona entra nella fase operativa con la pubblicazione del DIP, il Documento di Indirizzo alla Progettazione. A confermarlo è stato l’assessore Edoardo Cosenza intervenuto a CRC, chiarendo tempi, risorse e priorità di un piano che punta anche a tenere Napoli in corsa per Euro 2032.

“Quello che avete letto è il DIP, un documento obbligatorio che deve essere pubblicato sulle varie fasi di progettazione e i relativi costi che delinea i principi fondatori che devono ispirare il progetto”. Non è un dettaglio tecnico, ma il punto di partenza ufficiale. Dentro questo documento c’è anche la prima cifra: 203 milioni complessivi, con i primi 3 milioni già stanziati dal Comune per la progettazione del terzo anello.
Cosenza non lascia spazio a dubbi sui tempi: “Noi dobbiamo presentare un progetto entro il 31 luglio. Stiamo facendo un percorso legittimo da cui non intendiamo tornare indietro”. La strategia è chiara. Si parte dall’interno dello stadio, cioè dalla funzionalità dell’impianto, per poi arrivare alla parte esterna e alla copertura.
Il nodo principale resta quello dei finanziamenti regionali. “I 200 milioni della progettazione ce li dovrà dare la Regione Campania. Abbiamo fatto una promessa con la UEFA che quel finanziamento ci sarà”. Il Comune ha mosso il primo passo, ora tocca a Palazzo Santa Lucia completare il quadro economico, anche perché altrimenti Euro 2032 a Napoli rischia seriamente di saltare.
Terzo anello, vibrazioni e Hall of Fame: il progetto illustrato da Cosenza
Il primo intervento non sarà estetico, ma strutturale. Cosenza lo spiega senza giri di parole: “Il primo progetto che realizzeremo sarà la realizzazione di un campo prove per eliminare e ridurre il problema della vibrazione”. È il tema più urgente, perché riguarda sicurezza e vivibilità per i residenti della zona.
“C’è un problema dell’impianto sonoro e acustico che è ingegneristicamente rilevante e che disturba gli edifici circostanti”. Da qui la scelta di partire subito con una fase sperimentale: “Ci sono 28 campi prove, noi sperimenteremo il primo ammortizzatore per ridurre il problema delle vibrazioni a livelli accettabili”.

I lavori al Maradona partiranno a stagione finita, evitando disagi durante le partite. L’obiettivo è testare una soluzione concreta prima di intervenire in modo definitivo sul terzo anello. Accanto agli aspetti tecnici, emerge anche una visione più ampia.
Cosenza poi parla apertamente di una Hall of Fame dedicata alla storia del Napoli: “Una galleria dove ci saranno alcuni giocatori di diritto come Higuain, Osimhen e Maradona”. L’idea è coinvolgere anche i tifosi, attraverso un referendum digitale per scegliere i protagonisti da inserire.
Sulla copertura dello stadio di Fuorigrotta, invece, il discorso resta aperto: “Portarla avanti di 15 metri non è difficile, quello che vorrei evitare è che poi, qualora si coprisse troppo, ci saranno problemi sul campo di gioco”. Tradotto: si può intervenire, ma senza compromettere le condizioni del terreno.
Infine, uno sguardo anche all’esterno: “Sistemeremo la facciata esterna dello stadio, o pelle esterna come a noi piace chiamarla”. Il Maradona, nelle intenzioni del Comune, dovrà diventare un impianto moderno ma riconoscibile, capace di unire innovazione e memoria storica.
Il percorso è tracciato. Il DIP rappresenta il primo passo ufficiale. Adesso servono i fondi, i progetti definitivi e soprattutto il rispetto delle scadenze. Perché il tempo, stavolta, corre più veloce delle parole.




