Nel rumore delle solite polemiche spunta un’idea che ADL ha spiegato bene. Non è nuova, ma continua a tornare. In mezzo a tante parole, una colpisce più delle altre. Ed è forse quella da cui ripartire
Le parole di Aurelio De Laurentiis arrivano nel pieno della bufera, poche ore dopo l’ennesima eliminazione dell’Italia dai Mondiali. Un intervento lungo, pieno di spunti, tra attacchi al sistema e proposte concrete, che riaccende un tema ormai ricorrente nel dibattito calcistico italiano.

Il presidente del Napoli non usa giri di parole e parte da una critica generale: “Nel calcio italiano sono anni che tutto è dormiente e nulla si sposta perché non spostando nulla tutti vivacchiano”. Un’accusa diretta a un sistema che, secondo De Laurentiis, fatica a rinnovarsi davvero.
Nel suo intervento non manca il riferimento al numero eccessivo di partite, uno dei punti su cui insiste da tempo: “Abbiamo sempre detto che si gioca troppo e tutto ciò distrugge anche i nostri calciatori”. Un tema che, inevitabilmente, si intreccia anche con le difficoltà della Nazionale.
Tra le tante riflessioni, ce n’è una che riguarda direttamente la struttura del campionato italiano. De Laurentiis torna su una proposta già avanzata in passato, indicando una strada precisa: “Se torniamo al 1986 avevamo 16 squadre in Serie A, oggi continuiamo a volerne 20”.
L’idea è chiara: ridurre il numero delle squadre per alleggerire i calendari e aumentare la qualità complessiva. Una soluzione che, secondo il presidente azzurro, permetterebbe anche di ridare spazio alla Nazionale.
Non a caso, De Laurentiis sottolinea anche la necessità di intervenire sui tempi di lavoro del gruppo azzurro: “Dobbiamo dare due mesi di tempo alla Nazionale per allenarsi come si deve”. Un concetto forte, che mette in evidenza come oggi gli impegni ravvicinati rendano difficile costruire continuità.
Calendari e Nazionale: il nodo del tempo incide anche sugli infortuni
Il tema dei calendari diventa così centrale anche nel ragionamento sulla crisi dell’Italia. Con stagioni sempre più fitte e competizioni distribuite lungo tutto l’anno, i calciatori arrivano agli impegni con la Nazionale spesso stanchi e con poco tempo per lavorare insieme.
In questo senso, la proposta della Serie A a 16 squadre non si limita a un discorso organizzativo, ma si lega direttamente alla qualità del gioco e alla possibilità di costruire una squadra competitiva anche a livello internazionale.
Nel suo intervento, De Laurentiis non risparmia critiche neanche alle istituzioni calcistiche, ribadendo un concetto già espresso più volte: “Non possiamo giocare con i soldi degli altri”, con riferimento alla gestione dei calciatori e agli impegni internazionali.
Tra le varie considerazioni, emerge anche il tema della necessità di un cambiamento radicale: “Bisogna resettare senza aver paura e vergogna di ripartire da zero”. Un invito a intervenire in modo deciso su un sistema che, secondo il presidente del Napoli, ha bisogno di una revisione profonda.
In un momento di grande difficoltà per la Nazionale, le parole di De Laurentiis riaprono dunque il dibattito su un tema centrale: ridurre le partite per restituire qualità e tempo al calcio italiano. Una proposta che, al di là delle polemiche, continua a trovare spazio nella discussione sul futuro del sistema.




