di Nicola Lo Conte
Walter Mazzarri precorre i tempi e tiene la consueta conferenza stampa di mercoledì, in vista della sfida contro la Lazio prevista per sabato. Si anticipa tutto, si tratta di una settimana diversa dal solito: “E’ una situazione un po’ particolare, non siamo all’interno della solita settimana tipo, e poi la gara di sabato va preparata con dovizia di particolari, per cui nell’imminenza della partita voglio potermi concentrare solo su quella“.
KO DOLOROSO MA FISIOLOGICO – Tornando sulla sconfitta di Torino, il mister spiega: “Dispiace per come la sconfitta è venuta, anche perché sappiamo quanto i nostri tifosi ci tengano. Ma in assoluto è la sesta sconfitta del campionato, e se pensiamo che nelle ultime sei gare con la Juve è la prima sconfitta, insomma, ci può stare. Non è assolutamente un problema di motivazioni, giocare una partita sottotono può capitare, anche se proprio con la Juve non potevamo permettercelo. E pazienza se alcuni giocatori hanno deluso, non è quello il punto, anche perché se per esempio tolgo Cavani e Lavezzi, e perdiamo lo stesso, finiamo comunque per fare gli stessi discorsi“.
GIOVANI DA INSERIRE GRADUALMENTE – Mazzarri si risente delle discussioni degli ultimi giorni, essendo, a suo parere, uno che ai giovani da’ spazio quando si può: “Vorrei che mi diceste quali sono i giovani che non hanno giocato. Parlando di Fernandez, ad esempio, ha giocato già molto rispetto a quanto si potesse pensare. Poi però ci vuole anche equilibrio, perché se la partita con la Juve la perdevamo schierando i giovani, apriti cielo. E poi scusate, quanti giovani lanciano effettivamente le big? Si può farlo in una certa misura solo se non si hanno troppi obiettivi a breve termine“. E cita l’esempio di Vargas: “Con Vargas sbagliai io a lanciarlo troppo presto, ora devo gestirlo bene altrimenti si rischia di bruciarlo. La piazza qui è esigente, e se dovesse toppare, poi bisognerebbe darlo via praticamente regalandolo“.
MODULO NON RIGIDO – Il tecnico non scopre le carte per la gara di domenica sera: “Mi riservo di decidere fino a pochi minuti prima del fischio d’inizio, tutto può essere, devo riflettere su come potrebbe schierarsi la Lazio e fare un discorso di equilibri. Ora non so che correzioni farò, ho diverse scelte da poter fare“. Ed attacca chi lo giudica integralista: “Se qualcuno dice che sono testardo sul modulo, si vede che non ci segue così attentamente. Ho cambiato spessissimo in corsa. E basta con questa storia che sono solo un contropiedista, anzi io gioco sempre per attaccare, e del resto il Napoli è una squadra che non può stare sulla difensiva, ma la mia filosofia è stata questa fin dai tempi di Reggio“.
NERVOSISMI COMPRENSIBILI – Bene stoppare subito anche le voci di crepe nello spogliatoio: “La scenata di Lavezzi col Catania si chiuse subito lì, lui capì l’errore e chiese scusa; Zuniga a Torino ha fatto una sciocchezza. In entrambi i casi, sono comportamenti dettati dal fatto che nessuno ci sta a perdere e tutti vogliono dare il massimo, dobbiamo abituarci a trasformare in positivo i momenti no“. E chiude sul mercato: “Lavezzi è ormai diventato un leader, non lo vedo distratto anzi è sempre concentratissimo negli allenamenti, ha voglia di rifarsi dopo le ultime gare non buone“.
NLC
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