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Quasi fatta per Sebastian Sosa al Napoli, forse già lunedì in Italia per le visite mediche

 

Dieci anni fa non era stato ancora fondato: adesso è la sorpresa del campionato uruguaiano. Il Cerro Largo, nato il 19 novembre del 2002, si è sistemato nei piani alti del torneo di Clausura e sogna la qualificazione alla Coppa Libertadores: quinto posto, un gradino sotto il Peñarol, ventidue punti in undici giornate, sette vittorie, un pareggio e tre sconfitte. E’ la rivelazione: ha battuto anche il Nacional di Montevideo (4-2, il 31 marzo), che lotta per i titolo ed è secondo. Il Cerro Largo è una società che ha ottenuto la promozione in Primeira Division nel 2011. Un traguardo raggiunto per la seconda volta nella sua giovassima storia. Gioca in uno stadio che è una piccola bomboniera di seimila posti: si chiama “Antonio Eleuterio Ubilla”. A guidare in panchina il Cerro Largo è Luis Danielo Nuñez, 47 anni, che si affida di solito al 4-4-2. A sceglierlo è stato il presidente Ernesto Dehl Sosa, con un obiettivo preciso: valorizzare al massimo i prodotti del vivaio. Nuñez sta proseguendo il lavoro impostato nel Cerro Largo da Wilmar Cabrera, 52 anni, ex attaccante della Celeste ai tempi di Luis Francescoli. Cabrera ha giocato anche in Europa nel Valencia, nel Nizza e nello Sporting Gijon. Ha vinto nel 1980 con la maglia del Nacional una Coppa Libertadores contro l’Internacional di Porto Alegre di Falçao (0-0 e 1-0, rete di Perez) e una Coppa Intercontinentale contro il Nottingham Forest di Trevor Francis (1-0, gol di Victorino, una stagione complicata – più avanti – nel Cagliari).

IL GIOIELLO – Il Cerro Largo si prepara a sfidare oggi il Defensor, che comanda la classifica. A trascinarlo così in alto è stato un attaccante di diciotto anni, Sebastian Sosa, che in Uruguay si è guadagnato tanti elogi in poco tempo e un paragone impegnativo, con il quale convive senza troppe ansie: la sua partenza, ai giornalisti di Montevideo, ricorda quella di Edinson Cavani, capace di stregare tutti nel Danubio – alla stessa età di Sosa – e di sbarcare a Palermo nel gennaio del 2007, acquistato dal Palermo per cinque milioni di euro. Ora Cavani è il faraone del Napoli e dell’Uruguay, che ha conquistato l’ultima Coppa America sotto la guida di Oscar Washington Tabarez. E proprio De Laurentiis e il direttore sportivo Riccardo Bigon, che hanno blindato il “Matador”, si sono concentrati adesso su Sebastian Sosa. La firma è vicina, a Montevideo scrivono che l’attaccante potrebbe sbarcare a Napoli già lunedì per sottoporsi alle visite mediche. E’ stato seguito nelle scorse settimane da Mauruzio Micheli, capo degli osservatori. Buone le relazioni, il nome della punta è in prima fila, può rappresentare un investimento giusto per la prossima estate. De Laurentiis ha già indicato la strada: cerca altri campioni, ma anche nuovi talenti da soffiare alla concorrenza. Sosa è affascinato dal Napoli, dalla prospettiva di avere come compagni Edinson Cavani, Walter Gargano e Miguel Britos.

LA SCHEDA – E’ alto un metro e 83, pesa 74 chili, somiglia a Cavani nel fisico e nelle caratteristiche. Spiazza i difensori con il suo movimento, con la sua rapidità, con le sue accelerazioni. In contropiede può far saltare gli equilibri di una gara. Gioca da centravanti, ma si allarga spesso sulle fasce per trovare nuove soluzioni. Usa soprattutto il piede destro, è svelto, si gira e prova la conclusione, anche in acrobazia. Sosa è già entrato nel giro della nazionale Under 20, diretta da Juan Verzeri, uno dei più stretti collaboratori di Tabarez. Dalla fine della scorsa estate sta raccogliendo i complimenti dei suoi tifosi e degli organi di informazione.

NOVE GOL – Ha debuttato in Primeira Division il 3 settembre del 2011, in occasione del pareggio (1-1) sul campo del Fenix. Ha segnato il primo gol alla sua seconda presenza tra i professionisti contro il River Plate di Montevideo (2-1). Ha segnato ancora contro il Racing Club (3-1) e ha realizzato la sua prima doppietta il 3 dicembre contro il Tanque Sisley (3-0). Otto presenze e quattro reti nel Torneo di Apertura. Ed è partito alla stessa velocità nel Clausura: ha colpito contro il Nacional (4-2), ha steso con una doppietta il Rampla Juniors (3-0) e ha firmato altre due reti il 29 aprile nella sfida con il Cerrito di Montevideo (2-0). E’ a quota cinque nella classifica dei cannonieri: dieci le presenze.

LA STORIA – Sebastian Sosa Sanchez è nato il 13 marzo del 1994 a Melo, che si trova a poco più di cinquanta chilometri dal confine con il Brasile. E’ figlio d’arte, il papà è Heberley Sosa, ha 37 anni, è stato il centravanti del Peñarol, del River Plate di Montevideo e del Nacional. Ha iniziato a giocare in un club della sua città, il Melo Wanderers. Nel 2004 è entrato nel settore giovanile del Cerro Largo, dove si è fatto largo con personalità. Indossa la maglia biancazzurra numero nove. Nel torneo di Apertura aveva giocato vicino a Marcos Neves, mentre in questa prima parte del Clausura è stato utilizzato accanto a Felipe o a Rino Lucas.

Corriere dello Sport

 

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