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Problemi di salute per Gianello, chiesto il rinvio dell’udienza: “A Napoli difficoltà ambientali”

 

 

 

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Stefano Palazzi, il magistrato napoletano che guida la Procura federale, saprà stamattina se Matteo Gianello si presenterà in giornata all’interrogatorio fissato negli uffici romani di via Po. Il portiere, che ha ottenuto un certificato medico che prescrive un periodo di assoluto riposo di venti giorni per colica renale e principio di stress, si reca oggi dal dottore di fiducia per chiedere se lo autorizza a volare a Roma per essere sottoposto all’interrogatorio. Difficile che arrivi l’ok. In attesa, comunque, anche l’avvocato che assiste l’ex portiere del Napoli per la parte sportiva, Eduardo Chiacchio.

 

Reo confesso davanti ai pm di Napoli sul tentativo fatto per combinare la partita Samp-Napoli del 16 maggio 2010 (poi persa dagli azzurri per 1-0, ovviamente senza alcun ”aggiustamento”), Gianello avrebbe dovuto essere ascoltato il 6 luglio con Mazzarri e due ex compagni, Cannavaro e Grava, i difensori a cui aveva chiesto ”collaborazione” per quella partita in cambio di una contropartita economica messa a disposizione da scommettitori del nord. Ma dieci giorni fa inviò il certificato medico. Il periodo di riposo prescritto scade a fine settimana, ma in caso di secondo forfait sarebbe improbabile una terza convocazione da parte di Palazzi, che potrebbe deferire Gianello per illecito sportivo senza ascoltarlo. In sede dibattimentale potrebbe non essere accolta un’eventuale richiesta di patteggiamento dell’ex portiere del Napoli, che nella scorsa stagione era stato tesserato dal Villafranca, società veronese di Eccellenza.

 

Al di là dei problemi fisici evidenziati nel certificato prodotto nei giorni scorsi, Gianello lamenta una «difficoltà ambientale» a recarsi a Napoli dopo le rivelazioni fatte nei mesi scorsi sulla partita giocata dagli azzurri a Marassi (lui neanche era in panchina). Il processo che riguarda il giocatore e il Napoli (responsabilità oggettiva) potrebbe cominciare tra settembre e ottobre. È confermata l’intenzione della Federcalcio di accelerare i tempi soltanto per i casi che riguardano la responsabilità diretta dei club.

 

fonte: Il Mattino

 

 

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