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ESCLUSIVA NCLIVE – Renica: “Ecco come si batte la Juve. Fra Careca e Cavani scelgo il brasiliano”

 

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di Mario D’Amiano

 

Juve-Napoli è da sempre una partita speciale, vista sempre con un certo interesse da entrambe le città, frutto di una rivalità storica che talvolta va oltre anche il semplice sport. Negli ultimi anni questa sfida è tornata ad essere una partita di cartello, dopo le varie vicissitudini che hanno coinvolto entrambe le squadre, che ora si ritrovano a lottare per le primissime posizioni, come ai bei tempi. In vista del big-match del prossimo sabato sera, Napolicalciolive.com ha raggiunto in esclusiva Alessandro Renica. L’ex difensore partenopeo ci ha parlato dei ricordi che evoca questa importante sfida e delle sue aspettative a riguardo.

 

Renica, la Juve evoca ricordi molto belli ai tifosi partenopei, soprattutto legati al periodo in cui lei era il libero del Napoli…

“E’ vero, e a tal proposito vorrei fare un augurio al Napoli affinchè riesca ad ottenere le stesse soddisfazioni che abbiamo ottenuto noi in quel periodo”.

 

Cosa ricorda di quel 29 Marzo 1987, quando segnò un goal beffardo fra le gambe di Tacconi? (CLICCA QUI PER RIVEDERE IL GOL DI RENICA)

“Probabilmente Tacconi credeva che a tirare fosse Diego, invece rimase sorpreso quando ci provai io. Sono quelle scelte improvvise che possono sorprendere i portieri avversari. Quel gruppo in cui giocavo era molto unito e si andava d’accordo su tutto, anche su certe situazioni in campo”.

 

A proposito di Tacconi: hanno fatto scalpore le sue dichiarazioni su Walter Mazzarri, definito presuntuoso e polemico. Crede che Tacconi abbia ancora il dente avvelenato? E lei, cosa pensa di Mazzarri?

“Personalmente mi sembrano ingiuste, e per nulla comprensive le dichiarazioni di Tacconi. Mazzarri non merita certe parole, ha una personalità importante ed è giusto che ce l’abbia. Io amo le personalità apparentemente dure, ma che in realtà sono umili. A me piacciono gli allenatori con queste caratteristiche, perché sono un punto di riferimento. Io vorrei che ogni allenatore fosse così. Un allenatore che trasmetta sicurezza e che sia da esempio in campo”.

 

Esiste un nuovo ‘Renica’ nel Napoli? E nel calcio italiano in chi si rivede?

“Io credo che Paolo Cannavaro sia un grande calciatore, molto importante per il Napoli. Guida la difesa con personalità impostando il gioco così come facevo io. Nel calcio attuale non ci sono tanti calciatori come me. Io ero solito verticalizzare verso Diego e, non voglio essere presuntuoso, l’azione partiva quasi sempre da me. Oggi invece l’azione parte da qualsiasi calciatore. Nel Napoli per esempio parte da Cannavaro, ma anche da Maggio, Zuniga o Aronica. Nel calcio di oggi attraverso gli schemi si riesce a far giocare palla a tutti i calciatori. Prima c’era più individualismo, si lasciava esprimere ai calciatori il proprio istinto. Anche il calcio italiano ha subito un’evoluzione, ed è giusto che sia così”.

 

Careca ha detto di ritenersi più forte di Cavani. Lei è d’accordo?

“Si. Cavani è sicuramente un calciatore che sta facendo cose meravigliose, però credo che Antonio avesse qualcosa in più. Aveva delle giocate più imprevedibili. Cavani per i tempi d’oggi è un calciatore fenomenale e straordinario per tutti i goal che sta realizzando. E’ un calciatore moderno, molto fisico, bravo ad attaccare gli spazi. Fisicamente è più forte di Careca, ma tecnicamente no,  Antonio era più fine e imprevedibile. Cavani ha una potenza fisica incredibile. Ha la capacità di correre ottanta metri a grande intensità e di mettere la palla dove vuole lui con grande freddezza. Questa qualità ce l’hanno pochi calciatori”.

 

Passiamo alla partita di sabato: chi vede favorito tra Napoli e Juventus per questo big match?

“Sulla carta è leggermente favorita la Juve. Le partite però vanno giocate. Il Napoli è una squadra che ha trovato la giusta quadratura, bisognerà vedere la Juve come arriverà a questo incontro. Sono curioso di vedere se il Napoli sarà in grado di gestire i ritmi alti che a volte ha la Juve. Siamo soliti parlare sempre prima delle partite, ma dimentichiamo che a volte queste partite possono essere decise anche dagli episodi”.

 

Quale sarà la chiave tattica dell’incontro?

“Contro la Samp dissi che Ferrara avrebbe schierato la propria squadra sulla difensiva e che solo un episodio avrebbe potuto sbloccare la partita. Così fu, con il rigore conquistato da Hamsik. Con la Juve è invece più difficile inquadrare la chiave tattica. Sicuramente il Napoli potrà trovare spazi importanti. Dipende molto da come si schiererà la difesa della Juve. Se sarà a tre si troveranno meno spazi sulla profondità, con la difesa in linea se ne troveranno di più”.

 

Secondo lei è davvero il Napoli l’anti Juve?

“Si. Anche se ci sono Inter e Fiorentina. Sulla Fiorentina però ho ancora qualche dubbio. In generale sono queste tre squadre che possono giocarsi lo scudetto con la Juve. La Roma di Zeman invece la escludo perché è una squadra senza equilibrio, e una formazione così squilibrata non può vincere lo scudetto. Zeman quest’anno sarebbe capace di vincere anche cinque partite di fila per poi perdere con chiunque”.

 

Che idea si è fatto delle polemiche di questi giorni tra Napoli e Juventus?

“A me le polemiche non piacciono. Noi italiani abbiamo un brutto difetto: quello di polemizzare sempre. Per me Prandelli è una persona pulita e onesta. Non si può pensare sempre che ci sia  malafede dietro queste cose qua. Credo in Prandelli e mi dispiace che si possa parlare in questo modo di lui. D’altronde la sua carriera parla da sola. Bisognerebbe vergognarsi a pensare male di lui, perché merita grande rispetto. Non bisogna attaccare sempre tutti. E per esempio anche dichiarazioni come quelle di Tacconi non vanno fatte”.

 

Dopo aver portato il Trissino dall’Eccellenza alla serie D e aver vinto altri campionati regionali, si ritrova attualmente senza squadra. Cosa ne pensa di tutti questi allenatori che si trovano in Serie A senza aver fatto gavetta, come invece sta facendo lei?

“In Italia più si vince e meno si trova squadra (ride). Per esempio io che ho vinto diversi campionati da allenatore adesso sono svincolato. Io credo molto nella gavetta. Credo che fare l’allenatore sia un mestiere molto difficile e ci sia bisogno di fare esperienza. Faccio un esempio automobilistico: se prima non imparo a guidare una Mercedes, un’Alfa Romeo o un’altra macchina, non potrò mai guidare una Ferrari. La cosa positiva di Mazzarri è che ha fatto molta gavetta, per questo ora riesce a gestire molte situazioni complesse”.