LE PAGELLE del mercato di gennaio: Juve al top, Milan incomprensibile

 

 

 

Stephan El Shaarawy
Stephan El Shaarawy (©Getty Images)

di Pasquale La Ragione (twitter: @pasqlaragione)

Si è conclusa ufficialmente ieri sera, alle ore 23, la sessione invernale di calciomercato. Nessuna sorpresa clamorosa in uno scialbo deadline, che il Napoli ha trascorso trattando con il Vicenza per Raicevic. L’affare è fatto, ma si concretizzerà solo in estate. Intanto, ecco di seguito il pagellone di mercato di tutte le squadre di Serie A.

Atalanta 5 – Via in un solo colpo Maxi Moralez, Denis e Alberto Grassi. Una smobilitazione improvvisa, forse un anticipo di rivoluzione. Sostituti non all’altezza, con le poche garanzie (sia fisiche che tattiche) di Alessandro Diamanti e Marco Borriello. Decisioni societarie opinabili, ma è probabile che abbia influito un campionato che ha già detto tutto.

Bologna 6 – Niente di straordinario, ma la sufficienza è piena. Juan Camilo Zuniga può ancora dire la sua, mentre Sergio Floccari è un attaccante di sicuro affidamento che può colmare i possibili lapsus di Mattia Destro. Infine, Kevin Costant: un buon gregario a parametro zero. Buon lavoro di Corvino anche nelle uscite. Donadoni può ritenersi soddisfatto.

Carpi 6,5 – La dirigenza emiliana crede ancora nella salvezza. La qualità di Jonathan de Guzman e Simone Verdi a centrocampo, i gol di Matteo Mancosu in avanti: le mosse per una insperata permanenza in Serie A. Crimi, Sabelli e il ritorno di Poli buoni innesti. Cessioni pesanti (Borriello, Matos, Gabriel Silva, Marrone), ma inevitabili.

Chievo Verona 6Paloschi è sinonimo di gol, ma i 10 milioni dello Swansea non si potevano rispedire al mittente. Un’offerta importante, per la squadra e per il calciatore. Ora spazio all’ottimo Inglese, e in più c’è un sempreverde Antonio Floro Flores. Spolli ottimo rinforzo per la difesa.

Empoli 6 – Non era facile trattenere tutti i gioielli di casa, ma Corsi e Carli hanno avuto la forza di rifiutare tutte le offerte arrivate in sede. Una sola cessione: Federico Barba allo Stoccarda (dopo un lungo tiro e mola con il Napoli) per far cassa, rimpiazzato da Lorenzo Ariaudo. Ordinaria amministrazione.

Fiorentina 6 – Paulo Sousa si aspettava di più, ma intanto Daniele Pradè fa quel che può e conferma di avere le idee chiarissime. Tino Costa e Kone acquisti funzionali, Tello e Zarate intuizioni: se geniali o fallimentari lo deciderà il campo. Serviva un difensore: Mammana sarebbe stato la ciliegina sulla torta, è arrivato Benalouane. Giusto dar via Giuseppe Rossi (destinazione Levante).

Frosinone 4 – Se il Carpi ha ancora voglia di lottare, i ciociari danno segnali di resa con largo anticipo. Un mercato praticamente nullo, con un solo arrivo di qualità (Bardi) e tante cessioni importanti (Verde, Castillo, Diakitè). Si poteva – e doveva – osare di più.

Genoa 5Preziosi continua a divertirsi (da solo) con il suo giocattolo: lo scompone e ricompone a suo piacimento e in ogni occasione. A Gasperini poi l’incombenza di rimettere assieme i cocci e di (ri)trovare gli ingranaggi giusti. Non si è smentito nemmeno in questo gennaio il numero uno del Grifone: tante cessioni e tanti arrivi. A Cerci e Suso l’arduo compito di non far rimpiangere Diego Perotti.

Inter 6 – Roberto Mancini chiama (e ordina), Thohir risponde (ed esegue): i 15 milioni della cessione di Guarin sono stati reinvestiti per prendere Eder. Una mossa che fa discutere parecchio. Serviva un centrocampista, Banega solo a giugno (forse…). Salutano Ranocchia e Montoya: bene così.

Juventus 7 – Nessun rinforzo per Allegri, eppure è la regina di questo mercato: perché? Con una squadra già così forte, era altissimo il rischio di spendere inutilmente. Così Marotta ha deciso di scandagliare in lungo e in largo le serie inferiori e di mettere le mani sui prospetti più interessanti in circolazione. Castrovilli, Ganz, Mandragora, Rogerio, Sensi, Caprari, Lapadula, Trotta e forse anche Saponara. Futuri campioni bianconeri, pedine di scambio o plusvalenze assicurate: in un modo o nell’altro faranno comodo.

Lazio 4,5 – Mercato anonimo per i biancocelesti. Servivano dei rinforzi importanti per rialzare una stagione iniziata male e che rischia di finire peggio. E invece l’unico acquisto è Bisevac, arrivato a parametro zero dal Lione per colmare il vuoto in difesa. Niente più.

Milan 4 – “Prima si vende e poi si compra”, Galliani lo ha ribadito in ogni occasione, ma poi non ha rispettato le attese. Le cessioni, complicate, ci sono state, anche grazie all’amico Preziosi: Suso e Cerci parcheggiati al Genoa, risoluzione contrattuale per De Jong (che firmerà per i Los Angeles Galaxy) ed El Shaarawy – dopo il mancato riscatto del Monaco – passato alla Roma. In entrata il solo Boateng non può bastare.

Napoli 6 – La rosa di Maurizio Sarri andava rinforzata nelle seconde linee, perché attualmente gli 11 titolari sono intoccabili. Grassi è un acquisto da applausi, per quello che può dare fin da subito e per quello che darà in futuro. Regini un tappabuchi, ma quello da prendere era Barba. Due acquisti non bastano: c’era bisogno d’altro. Lavoro in uscita perfetto di Giuntoli.

Palermo 5 – Ci si aspettava molto di più da Zamparini, che non è sicuramente contento della posizione in classifica della sua squadra. Si è limitato a Cristante (buon centrocampista) e a qualche acquisto amorfo. Ma tanto la colpa è sempre dell’allenatore…

Roma 6 – Walter Sabatini fa quello che deve fare: ascoltare Spalletti e accontentarlo. Perotti ed El Shaarawy sono due acquisti di estrema qualità, che sicuramente non faranno rimpiangere Iturbe e Gervinho (ceduti rispettivamente a Bournemouth e Hebei). Zukanovic evitabile? Ben piazzato Doumbia al Newcastle all’ultimo giorno.

Sampdoria 5 – Esattamente dieci giorni fa, Ferrero annunciava: “Non vendo nessuno!”, poi sono andati via Eder, Regini e Zukanovic. Idee confuse, insomma. Acquisti buoni (Ranocchia, Quagliarella e Sala su tutti), ma c’è la sensazione che quello blucerchiato sia un progetto a breve termine. Povero Montella.

Sassuolo 6,5 – Ok, i neroverdi saranno anche la succursale bianconera, ma si sono assicurati due fra i migliori talenti italiani in circolazione: Stefano Sensi e Marcello Trotta. Il primo arriva a giugno, il secondo ha già debuttato. Via Floccari, Floro Flores e Ariaudo. Una squadra destinata a crescere anno dopo anno.

Torino 6 – L’aver riportato a casa Immobile vale la sufficienza piena. Da seguire con attenzione la coppia con Belotti. Intanto a giugno arriva anche Boye dal River. C’era bisogno di rinforzi anche in altri reparti, ma meglio non alterare troppo gli equilibri (tattici e dello spogliatoio). Inevitabile la cessione di Quagliarella.

Udinese 5 – Matos, Hallfredsson e Kuzmanovic sono davvero poco per una squadra in crisi di risultati e di identità. Kone va alla Fiorentina, mentre Iturra torna in Spagna al Rayo. La zona retrocessione dista solo 6 punti: non è un aspetto da sottovalutare.

Verona 5 – Avrebbe dovuto fare di più. Per provare a rimanere in Serie A o per preparare la squadra già in ottica retrocessione. Marrone, Emanuelson e Rebic non possono cambiare di troppo la precaria situazione.