Un obiettivo è sfumato, ma la stagione non è finita. Dentro lo spogliatoio azzurro il messaggio è chiaro: provarci fino in fondo.
Con l’uscita dalla Coppa Italia è sfumato un altro obiettivo stagionale del Napoli. È inutile girarci intorno, un traguardo è andato. Adesso ai ragazzi di Conte resta solo il campionato, e dentro il campionato ci sono due livelli: il primo è la qualificazione alla Champions, il secondo è qualcosa che oggi sembra lontano ma non del tutto proibito.

La partita contro la Roma diventa il punto di partenza. Una vittoria può chiudere quasi definitivamente il discorso con i giallorossi e permettere agli azzurri di gestire meglio le prossime settimane. Se parliamo di corsa Champions il margine è lì, concreto. Se invece qualcuno pensa ancora alla rimonta scudetto, allora il margine si assottiglia e non si può più sbagliare.
E quei tifosi esistono. Non sono pochi. E a quanto pare non sono neanche soli. Secondo quanto riportato da Tuttosport, alla ripresa degli allenamenti dopo la sfida persa ai rigori contro il Como, Conte ha avuto un confronto diretto con la squadra. Il concetto è semplice: vincerle tutte, senza fare calcoli, e poi guardare la classifica.
Pubblicamente il tecnico frena, lo sappiamo. Ma dentro lo spogliatoio il discorso cambia. Conte è uno che punta sempre in alto, finché la matematica non lo condanna. Non è retorica. È metodo. E in questo momento il metodo è uno solo: non lasciare più punti per strada, sperando che invece li lasci l’Inter, uscita gasata dalla sfida contro la Juve ma, paradossalmente, ridimensionata rispetto alla sensazione di onnipotenza data nelle scorse settimane.
Per crederci davvero serve il ritmo del Sarrismo: obiettivo 91 punti
Se facciamo due conti, con le 14 vittorie restanti il Napoli arriverebbe a 91 punti. È un numero che a Napoli evoca ricordi particolari. Sono gli stessi punti della squadra di Sarri, quella che arrivò a un passo dallo scudetto. Un campionato straordinario, ma senza premio finale.
Ecco cosa significa “emulare” il Sarrismo. Non parliamo di gioco o di estetica, ma di continuità feroce. Di ritmo. Di capacità di non sbagliare mai. Perché solo così puoi pensare di riaprire davvero la corsa.

È un’impresa? Sì. È impossibile? No. Anche perché resta da capire se l’Inter possa tenere un’andatura del genere fino alla fine. Un campionato lungo pesa su tutti. La pressione aumenta. Gli incroci diventano delicati, soprattutto negli scontri diretti che l’Inter deve giocare ancora praticamente tutti. E abbiamo visto quest’anno come, ogni volta che il livello sale, i ragazzi di Chivu fanno una fatica bestiale. E non può andare sempre bene.
Questo Napoli, rispetto a quello di qualche anno fa, ha caratteristiche diverse. È meno spettacolare forse, ma appare più solido. Più pragmatico. A volte anche più fortunato negli episodi. E nel calcio la gestione degli episodi incide quanto il gioco.
In più rientreranno gradualmente gli infortunati. La rosa tornerà pian piano quasi completa e Conte potrà ruotare di più. Avere alternative significa non spremere sempre gli stessi e arrivare con più energie alla volata finale. Non è un dettaglio, soprattutto quando l’obiettivo è vincerle tutte. Napoli-Roma quindi non è solo una partita importante. È un bivio mentale. Vincere significherebbe consolidare la Champions e, allo stesso tempo, restare agganciati a qualcosa di più grande. Perdere o pareggiare cambierebbe il quadro, e molto.
Inter-Juventus ha dato ai nerazzurri nuova linfa ma al contempo ci ha mostrato tutte le loro debolezze. No, non sono imbattibili, e con le big faticano sempre. Il Napoli deve solo azzerare il contatore. Ripartire. Giocare ogni gara come se fosse l’ultima. E magari, secondo questa proiezione, se davvero arrivano 14 vittorie su 14 da qui a fine stagione niente è impossibile!
Non è difficile, di più: è quasi impossibile. Ma ora non è il momento di piangersi addosso. Bisogna provarci, senza slogan e senza illusioni. Poi il campo dirà se è stato un sogno o una rimonta vera.





