Il rientro slitta e il silenzio resta. Il Napoli evita date e certezze, con un precedente recente che spiega tutta questa prudenza
Per il momento si prova a recuperare al meglio McTominay e Gilmour per interrompere l’assurda emergenza a centrocampo che sta vivendo il Napoli. Poi però bisognerà focalizzarsi su un recupero che forse è ancora più importante, perché potrebbe dare al Napoli un assetto completamente differente.

Frank Anguissa, ne stiamo parlando in questi giorni, è fermo dallo scorso novembre, quando ebbe quell’infortunio muscolare molto serio. Poi il rientro a pieno regime, prima di fermarsi nuovamente per il famoso problema alla schiena che sta condizionando la sua ripresa e che rende sempre più incerto il suo ritorno in campo.
Il problema, come dicevamo, è molto delicato, difficile da circoscrivere dentro una tabella di recupero precisa e non semplice da districare con una previsione univoca.
Le prime previsioni per il suo rientro parlavano di Juve-Napoli, che si è giocata ormai un mese fa. Poi questo problema che ha fatto capire che forse era meglio essere più prudenti, e poi una prudenza forse eccessiva, ma giustificata dalla situazione. Ora si inizia a parlare di un suo possibile ritorno tra i convocati per Verona-Napoli del 28 febbraio o per la successiva Napoli-Torino, ma sono, appunto, previsioni senza certezze e il Napoli preferisce non averne di certezze per non ricadere negli stessi errori.
Prudenza per Anguissa: il precedente che pesa nella testa di Conte
La prudenza è d’obbligo anche perché nella mente di Antonio Conte c’è un altro episodio che ha condizionato fortemente la stagione. David Neres si ferma per una distorsione alla caviglia contro l’Inter. Rientra una manciata di giorni dopo per uno spezzone di partita contro il Parma, ma è costretto ad uscire dopo un quarto d’ora. Aveva tornato a sentire dolore al piede e non ce la faceva a restare in campo.
Gli esami successivi hanno evidenziato una lesione al tendine che lo ha costretto ad operarsi e a restare fuori almeno fino ad aprile. Una tegola tremenda che si è abbattuta su una squadra già falcidiata dagli infortuni e che ha coinvolto uno dei calciatori più in forma della squadra.
È stata una bella batosta per Conte, ma anche in quel caso non sapremo mai se si sia trattata di una leggerezza dello staff medico, quella di mandarlo in campo ancora infortunato, o se sia stata soltanto sfortuna di una ricaduta sullo stesso piede già infortunato. In ogni caso, proprio per questo motivo, e vista l’infermeria così lunga, il Napoli sta facendo il possibile per evitare altri problemi del genere.
Per questo motivo si cercherà di preservare Anguissa come McTominay al meglio possibile, prima di rischiarli solo quando si sarà sicuri che non ci saranno ulteriori ricadute. È l’unico modo per non incappare in altre tegole stile Neres e per evitare che calciatori così importanti restino lontani dal campo di gioco ancora a lungo.





