Tra prudenza e tensione emerge un messaggio sottile. In casa Napoli qualcosa si muove sotto la superficie proprio nel momento decisivo.
Quando un allenatore parla di atteggiamento, di determinazione e di scelte fatte “perché nessuno si deve fare male”, spesso il messaggio è più profondo di quello che sembra. Le dichiarazioni di Antonio Conte alla vigilia di Verona-Napoli sono state lineari, quasi pacate. Eppure, tra una frase e l’altra, è rimasta sospesa una sensazione difficile da ignorare.

Non è solo una questione di formazione o di scelte tecniche. È qualcosa che riguarda il clima generale, la gestione degli infortuni e forse anche la testa di alcuni giocatori. E quando Conte decide di pesare ogni parola, di solito lo fa per un motivo preciso.
Il passaggio più significativo riguarda proprio Anguissa, che diventa il pretesto per un discorso più ampio. Conte non si è sbilanciato sui tempi di recupero, ma ha insistito su un concetto chiave: il rientro in gruppo è importante per sicurezza e autostima, ma giocherà solo chi dà garanzie. Un messaggio chiaro.
Il centrocampista camerunense è fermo da oltre tre mesi. Un’assenza lunga, pesante. E non è un caso isolato. Nelle ultime settimane l’emergenza infortuni Napoli ha assunto contorni sempre più complicati. Tempi di recupero che si allungano, rientri rinviati, condizioni fisiche da valutare giorno dopo giorno.
Prima Anguissa, poi Gilmour, rimasto a lungo in bilico prima di tornare stabilmente disponibile. McTominay ancora fuori. Neres rimasto a lungo nel mistero fino alla decisione dell’intervento chirurgico. Una sequenza che inevitabilmente ha irritato l’allenatore. Conte non lo dice apertamente, ma la sensazione è che la gestione fisica della rosa sia diventata un tema centrale. Non solo per l’impatto sulle partite, ma per il finale di stagione che attende il Napoli.
Napoli Verona e il messaggio di Conte alla squadra
Nelle sue parole c’è anche altro. Quando dice che non giocheranno i nomi ma chi offre più garanzie, Conte manda un segnale diretto allo spogliatoio. La gestione degli infortunati non riguarda solo lo staff medico. Riguarda anche i calciatori.

Il sospetto, neanche troppo velato, è che qualcuno stia iniziando a gestirsi. Il mondiale estivo si avvicina e diversi giocatori del Napoli potrebbero esserne protagonisti. Non è il caso di Anguissa, il cui Camerun non parteciperà, ma altri elementi della rosa hanno prospettive diverse.
In queste situazioni la linea di Conte è sempre stata una sola. Chi scende in campo deve essere pronto a dare tutto. Senza pensieri, senza riserve mentali. E se serve, anche senza guardarsi troppo la gamba. Il tecnico sa bene che le ultime partite saranno decisive. La corsa Champions del Napoli passa da un finale incandescente, con pochi margini di errore e una rosa ancora incompleta. Proprio per questo il messaggio deve arrivare forte e chiaro adesso.




