Una striscia perfetta si è fermata all’improvviso. Non è solo una sconfitta, ma qualcosa che continua a far discutere e lasciare domande aperte
Quando una squadra perde, resta il risultato. Ma quando una squadra perde in un certo modo, resta soprattutto la sensazione. Quella che continua a girare in testa anche a distanza di giorni, come un replay che non si riesce a fermare. A Bergamo è successo qualcosa di simile. Non solo per il punteggio finale, ma per ciò che quella partita ha interrotto lungo il percorso del Napoli.

La trasferta contro l’Atalanta ha lasciato scorie. La più evidente è la rabbia per gli episodi arbitrali che hanno segnato la gara. Due decisioni pesanti, una in particolare legata al gol annullato a Gutierrez, hanno cambiato il copione. Il possibile 2-0 avrebbe probabilmente chiuso i giochi. In quel momento il Napoli aveva il controllo del match e la sensazione di poter gestire senza affanni. Non è andata così, e le conseguenze si sono viste subito sulla classifica della Serie A e sulla corsa Champions.
C’è però un altro aspetto che pesa ancora di più, almeno dal punto di vista mentale. Prima di Atalanta-Napoli, la squadra di Conte non aveva mai perso una partita dopo essere passata in vantaggio in questo campionato. Mai. Quindici volte avanti, quindici vittorie. Un dato che raccontava una squadra capace di gestire il risultato e di chiudere le partite con lucidità.
Quel record rappresentava uno dei segnali più chiari della solidità mentale del Napoli. Non era solo una statistica da archivio. Era la fotografia di una squadra che, una volta colpito l’avversario, sapeva controllare ritmo e momenti. A Bergamo, per la prima volta, questa certezza è venuta meno. Il Napoli è passato in vantaggio ma non è riuscito a difenderlo fino alla fine.
Ripartire da Verona per ritrovare certezze
La rabbia resta legata soprattutto agli episodi arbitrali. Se il gol del 2-0 fosse stato convalidato, oggi probabilmente si parlerebbe di un’altra vittoria pesante nella corsa Champions del Napoli. Un successo che avrebbe rafforzato la posizione in classifica e allungato la striscia di gare vinte dopo il vantaggio.
Il calcio, però, non si gioca con i “se”. Resta il fatto che la partita del Gewiss Stadium ha avuto ripercussioni concrete sulla classifica e sull’umore dello spogliatoio. E quando si arriva a marzo con i punti che iniziano a pesare il doppio, ogni episodio diventa decisivo.

Ora la risposta è attesa nelle prossime partite. A partire da questa sfida di Verona, dove il Napoli dovrà dimostrare che quella di Bergamo è stata solo una parentesi. La stagione ha già raccontato molto della tenuta mentale di questa squadra. Quindici vittorie su quindici dopo il vantaggio non sono casuali. Forse proprio per questo la sconfitta pesa di più. Non tanto per il record interrotto, ma per la sensazione che qualcosa sia stato tolto lungo la strada.




