Il Napoli ha cambiato 8 difese diverse: il terzetto che ha fatto 4 clean sheet su 4

Conte ha cambiato uomini e incastri, ma i numeri non mentono: ecco chi ha davvero blindato la difesa del Napoli 

Da quando il Napoli ha scelto di giocare con la difesa a tre, Antonio Conte ha cambiato più volte interpreti. Non tanto per capriccio tattico, quanto per necessità. Gli infortuni hanno colpito spesso il reparto, costringendo l’allenatore a rimescolare le carte praticamente di settimana in settimana.

Napoli esulta dopo un gol
Il Napoli ha cambiato 8 difese diverse: il terzetto che ha fatto 4 clean sheet su 4 (AnsaFoto) – napolicalciolive.com

In mezzo a questi cambi continui si è inserito anche un altro fattore. Buongiorno ha attraversato un momento complicato, con prestazioni meno solide rispetto alle attese, mentre Beukema ha dovuto fare i conti con un adattamento più difficile del previsto. Il passaggio alla difesa a tre, soprattutto per un difensore abituato a giocare in una linea a quattro, richiede tempi e automatismi che non sempre arrivano subito. Ancora oggi si vedono momenti in cui l’ex Bologna sembra cercare le distanze giuste.

Il risultato è un dato curioso: il Napoli ha utilizzato otto difese diverse da quando Conte ha deciso di stabilizzarsi con il sistema a tre. Un numero che racconta bene quanto la stagione azzurra sia stata segnata più dagli imprevisti che dalle scelte programmate.

La linea difensiva utilizzata più spesso è stata quella composta da Beukema, Rrahmani e Buongiorno. Un trio che sulla carta rappresentava la soluzione più naturale per fisicità e caratteristiche. È stato schierato sette volte tra campionato ed Europa con un bilancio di quattro vittorie, un pareggio e due sconfitte, ma con sette gol subiti.

Accanto a questa soluzione Conte ha provato diversi altri incastri. La linea con Di Lorenzo, Rrahmani e Buongiorno è stata utilizzata due volte e ha portato due pareggi, mentre la combinazione con Beukema, Rrahmani e Juan Jesus ha prodotto una vittoria e un pareggio con due gol subiti.

Di Lorenzo, Rrahmani e Juan Jesus: gli “invalicabili” del Napoli

Ci sono poi le soluzioni utilizzate meno spesso, spesso figlie dell’emergenza. Di Lorenzo con Buongiorno e Juan Jesus è comparso in quattro partite, mentre la coppia di braccetti Beukema e Buongiorno accanto a Juan Jesus si è vista in due occasioni. In una gara Conte ha utilizzato anche il trio formato da Juan Jesus, Buongiorno e Olivera.

Insomma, più che una linea difensiva stabile, il Napoli ha vissuto un vero e proprio cantiere difensivo. Dentro questo scenario pieno di cambi emerge però una statistica molto interessante. La difesa che ha dato le risposte migliori è quella composta da Di Lorenzo, Rrahmani e Juan Jesus. Quando Conte ha schierato questo trio, il Napoli ha sempre vinto senza subire gol.

Difesa Napoli
Di Lorenzo, Rrahmani e Juan Jesus: gli “invalicabili” del Napoli – napolicalciolive.com

Quattro presenze complessive, quattro vittorie e soprattutto quattro clean sheet. Un rendimento perfetto, almeno guardando i numeri. Tra queste partite ci sono anche sfide tutt’altro che banali come quelle di Supercoppa contro Milan e Bologna, oltre agli incroci con Cremonese e Lazio.

Il dato è curioso anche perché Juan Jesus è spesso il difensore più discusso del reparto. Eppure proprio in questa combinazione ha fatto parte della linea difensiva più solida vista finora nel Napoli di Conte.

Guardando tutte le combinazioni utilizzate emerge poi un’altra evidenza abbastanza chiara. Rrahmani è il vero perno della difesa a tre del Napoli. Cambiano i compagni ai suoi lati, cambiano le soluzioni tattiche, ma il centrale kosovaro resta quasi sempre il riferimento della linea.

Questo spiega anche perché Conte continui a costruire attorno a lui le varie soluzioni difensive. Il Napoli ha cambiato otto difese diverse, ma il punto fermo resta sempre lo stesso. Il paradosso è che il trio più atteso sulla carta, quello con Beukema e Buongiorno accanto a Rrahmani, non è stato finora il più impermeabile. I numeri raccontano una storia diversa. La linea che ha funzionato meglio è quella che probabilmente attirava meno attenzione, ma che ha garantito la cosa più importante per una difesa: non subire gol.

Nel calcio a volte succede proprio questo. Non sempre il reparto più affascinante sulla carta è quello che trova subito l’equilibrio. E nel Napoli di Conte, almeno finora, i numeri indicano una risposta piuttosto chiara.