Il Napoli potrebbe schierare una formazione di over 30: il futuro degli 11 “anziani” azzurri

Undici uomini oltre i 30 anni, un modulo già pronto e tante storie sospese. Il Napoli guarda avanti, ma prima deve capire chi resterà davvero.

Il dato fa quasi sorridere, ma fino a un certo punto: a fine stagione il Napoli potrebbe davvero mettere in campo una formazione composta soltanto da calciatori over 30. E la cosa più curiosa è che non servirebbe neppure forzare troppo la fantasia, perché quell’undici starebbe in piedi anche tatticamente, seguendo il 3-4-2-1 del Napoli visto in questi mesi con Antonio Conte.

Napoli over 30
Il Napoli potrebbe schierare una formazione di over 30: il futuro degli 11 “anziani” azzurri – napolicalciolive.com

Basta guardare i nomi: Contini in porta; Di Lorenzo, Rrahmani e Juan Jesus dietro; Mazzocchi, Anguissa, Lobotka e Spinazzola in mezzo; Politano e De Bruyne sulla trequarti; Lukaku davanti. Un’intera squadra di esperienza, leadership e anche parecchi punti interrogativi sul futuro. Abbiamo provato ad immaginare quante possibilità ha ognuno di loro di restare in maglia azzurra, sempre ovviamente nel caso di una permanenza di Antonio Conte sulla panchina azzurra.

Questa formazione over 30 del Napoli non è solo una curiosità anagrafica. È una fotografia molto precisa del momento azzurro. Da una parte racconta una squadra piena di uomini esperti, abituati alla pressione, pronti a reggere partite pesanti e snodi decisivi. Dall’altra mette il club davanti a una scelta che non potrà essere rinviata troppo a lungo: decidere chi può ancora essere centrale e chi invece rappresenta un pezzo di passato da salutare senza troppi giri di parole.

Gli over 30 del Napoli, da Rrahmani a Lukaku: chi resta, chi va via, chi è in bilico

Partiamo da Nikita Contini, che compirà 30 anni a maggio e ormai occupa uno spazio preciso dentro il gruppo. Non è un portiere destinato a cambiare le gerarchie, ma è una figura utile, affidabile, conosce l’ambiente e può tranquillamente restare ancora a lungo come terzo. Un po’ il Pinsoglio azzurro, per intenderci. La sua permanenza oggi appare molto probabile: 95%.

Davanti a lui c’è il capitano, Giovanni Di Lorenzo. In questo momento pensa soprattutto a rientrare dall’infortunio, ma il suo futuro sembra scritto. È difficile immaginare un Napoli senza Di Lorenzo, anche se prima o poi il club dovrà iniziare a ragionare su chi potrà raccoglierne l’eredità, o almeno alleggerirne il peso. Resta comunque uno dei cardini assoluti del progetto: 95%.

Ancora più solida la posizione di Amir Rrahmani, che ormai è diventato un riferimento fisso della difesa. Ha rinnovato, dà garanzie e con ogni probabilità sarà un pilastro del Napoli anche nella prossima stagione, a prescindere da chi siederà in panchina. Per lui la permanenza sfiora la certezza: 99%.

Discorso diverso per Juan Jesus. È in scadenza, ha 35 anni, ma dentro lo spogliatoio pesa eccome. La sua leadership è riconosciuta e il Napoli sta valutando seriamente l’idea di tenerlo ancora. Non è una situazione blindata, ma nemmeno marginale. Al momento si può stimare una possibilità concreta di restare: 60%.

Sulla fascia destra compare Pasquale Mazzocchi, che ormai vive da mesi in una terra di mezzo. Ogni sessione di mercato sembra quella buona per l’addio, poi invece resta. È un giocatore utile al gruppo, ma se il Napoli dovesse avere bisogno di liberare spazio in lista o intervenire per svecchiare la rosa, il suo nome sarebbe uno dei primi a tornare d’attualità. Oggi la sua permanenza sembra piuttosto fragile: 20%.

In mezzo il primo nome pesante è Anguissa. Conte non rinuncerebbe mai con leggerezza a uno così, perché garantisce corsa, strappi, fisicità e personalità. Si parla di rinnovo e la volontà di continuare insieme sembra esserci, ma nel calcio basta poco perché arrivi l’offerta che cambia i piani. Soprattutto dall’estero. Al momento il suo futuro resta più sì che no, ma senza certezze assolute: 60%.

Più delicata la posizione di Lobotka. Va verso i 32 anni, ha ancora mercato e il Napoli sa che questa può essere una delle ultime estati buone per monetizzare davvero da una sua eventuale cessione. Inoltre il club si è già mosso per individuare profili che possano raccoglierne l’eredità in cabina di regia. Tradotto: addio possibile, eccome. Percentuale di permanenza: 40%.

Sull’altra corsia c’è Spinazzola, anche lui in scadenza. Il suo caso assomiglia solo in parte a quello di Juan Jesus, perché qui il discorso si intreccia di più con le strategie future del club. Se il Napoli deciderà di abbassare l’età media della rosa, il suo rinnovo potrebbe diventare meno scontato. Per questo la sensazione è che oggi il suo destino sia davvero in bilico: 40%.

Sulla trequarti destra troviamo Politano, che nel tempo è diventato quasi un totem silenzioso della squadra. Magari il posto da titolare non sarà sempre blindato come in passato, ma il suo legame con Napoli appare forte. Servirebbe una proposta importante, di quelle che fanno riflettere davvero, per cambiare scenario. Per ora la sua permanenza è largamente probabile: 80%.

Accanto a lui c’è il nome che fa più rumore, Kevin De Bruyne. Il belga è rientrato bene, ha mandato segnali incoraggianti, ma l’età e il recente infortunio impongono una riflessione seria. La classe non si discute, il fisico invece sì, e le sirene della MLS restano sullo sfondo. Il Napoli può ancora pensare di tenerlo, ma non è un discorso lineare. Oggi la bilancia oscilla: 49%.

Davanti, infine, c’è Romelu Lukaku. Conte lo considera ancora un riferimento, ma l’aspetto economico pesa e parecchio. I 6 milioni annui sono un tema, soprattutto per un attaccante che si avvia verso la fase finale della carriera. Le offerte da Turchia e Arabia Saudita esistono e possono farsi sentire. Davanti a lui ci sono due strade: spalmare l’ingaggio e restare da leader tecnico e carismatico, oppure scegliere l’ultimo contratto pesante all’estero. Oggi la sua permanenza appare possibile, ma tutt’altro che probabile: 35%.

Undici nomi, undici situazioni da analizzare. Dalle più certe a quelle più in bilico saranno tutte da vagliare bene la prossima estate. Ovviamente con Antonio Conte in panchina, perché con un altro allenatore la scelta potrebbe cambiare parecchio.