Novanta minuti spaccati in due: paura, fischi, poi la scossa giusta. Il Napoli cade, si rialza e si prende una rimonta che pesa.
Un avvio così, al Maradona, non se lo aspettava quasi nessuno. Il Napoli parte male, prende gol dopo tre minuti e per buona parte del primo tempo resta impantanato dentro una partita sporca, nervosa, piena di errori e senza ritmo. Il Lecce fa la sua gara con ordine e aggressività, colpisce subito e poi si mette lì, a sporcare linee di passaggio e a togliere ossigeno agli azzurri. Per questo il 2-1 finale pesa ancora di più: perché arriva da una rimonta vera, costruita nella ripresa con le mosse di Conte e con una faccia completamente diversa.

La cronaca si mette in salita quasi subito. Al 3′ il Lecce passa in vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo: cross di Gallo e stacco vincente di Siebert, che sorprende la difesa azzurra e gela il Maradona. Il Napoli accusa il colpo, fatica a rimettere ordine e soprattutto dà la sensazione di non riuscire a trovare né spazi né pulizia nelle giocate. Gli ospiti, invece, sentono l’odore dell’impresa e continuano a premere.
Al 16′ arriva anche un altro brivido, ancora da corner. Stavolta è Tiago Gabriel a colpire di testa e il pallone sfiora la traversa. Il Lecce va vicinissimo al raddoppio, mentre il Napoli resta bloccato. Politano prova a scuotere i suoi con una conclusione da fuori, Gilmour ci prova poco dopo, ma sono tentativi isolati. La squadra di Conte tiene il possesso, gira intorno all’area salentina, ma non trova sbocchi. Hojlund resta spesso isolato e Falcone, di fatto, non deve compiere interventi davvero complicati.
I fischi del Maradona, alla fine del primo tempo, raccontano bene il clima. Il Napoli rientra negli spogliatoi sotto di un gol, dopo una frazione povera di idee e di occasioni. Conte però aveva già fiutato il problema da un pezzo. McTominay si era alzato a scaldarsi già nel corso del primo tempo, poi all’intervallo arriva la scelta forte: dentro lui e De Bruyne, fuori Elmas e Anguissa. Una mossa netta, quasi un messaggio alla squadra.
La svolta di Conte cambia Napoli-Lecce
La ripresa comincia e il Napoli pare subito un’altra squadra. Dopo nemmeno un minuto arriva il pareggio: Gilmour apre per Politano, il capitano mette dentro un pallone preciso e Hojlund anticipa tutti al centro dell’area, firmando l’1-1 con un tap-in semplice ma pesantissimo. Il gol cambia l’inerzia, cambia il rumore dello stadio e soprattutto cambia la testa degli azzurri.
Da quel momento il Napoli gioca con più cattiveria, più velocità, più convinzione. McTominay dà presenza fisica, De Bruyne accende linee di passaggio e tempi di gioco, il Lecce inizia ad abbassarsi. Al 65′ Alisson va vicino al vantaggio con un diagonale che Falcone riesce a respingere coi piedi. Il Lecce, va detto, non sparisce del tutto e prova anche a rispondere con Cheddira, ma la sensazione è che la partita ormai stia girando dalla parte del Napoli.
Il sorpasso arriva al 67′ e nasce ancora da una situazione sporca, di quelle in cui serve fame vera. Da calcio d’angolo la palla resta viva in area, arriva nella zona di Politano e il capitano, con un gran tiro al volo, batte Falcone e firma il 2-1. È il gol che completa la rimonta e consegna al Napoli una gara che nel primo tempo sembrava quasi stregata. Politano decide tutto, poi però è costretto ad alzare bandiera bianca poco dopo, probabilmente per un problema accusato nell’esultanza. Esce col sorriso, sostituito da Gutierrez. Fuori anche Spinazzola, dentro Mazzocchi.
Paura per Banda al Maradona: le sue condizioni
Nel finale il Napoli gestisce senza affanni particolari. Conte pensa anche a coprirsi e a non sprecare energie inutili. Lukaku si scalda ma alla fine non entra, mentre nel finale trova spazio Giovane al posto di un esausto Alisson, ancora tra i più vivaci nel secondo tempo. Proprio Alisson, poco prima, aveva anche sfiorato il terzo gol con un’altra conclusione da fuori.

Gli ultimi minuti, però, vengono segnati soprattutto dal grande spavento per Banda. All’87’ il giocatore del Lecce si accascia improvvisamente a terra e il gioco si ferma subito. Lo staff medico entra in campo, il silenzio cala sullo stadio e per qualche istante il risultato passa in secondo piano. Banda viene poi portato fuori in barella tra gli applausi del Maradona.
Le prime indicazioni sono rassicuranti, ma il calciatore viene accompagnato in ospedale per accertamenti. Le ultime notizie su Banda fanno tirare un sospiro di sollievo: il calciatore sta bene e si sta rimettendo dopo un grande spavento: a lui vanno i nostri migliori auguri per un ritorno immediato all’attività agonistica.
Finisce così, con il Napoli che si prende tre punti pesanti e con una partita divisa nettamente in due tronconi. Primo tempo confuso, quasi irriconoscibile. Secondo tempo da squadra vera, aiutata da un allenatore che l’ha letta bene e l’ha corretta subito. Conta il carattere, oltre al risultato. E a volte, dentro novanta minuti storti, è proprio lì che si misura il peso di una squadra.
Tabellino e pagelle di Napoli-Lecce 2-1
NAPOLI (3-4-2-1): Meret 6; Beukema 5,5, Buongiorno 6,5, Olivera 5, Politano 7 (72′ Mazzocchi 6), Anguissa 5 (46′ McTominay 6,5), Gilmour 7, Spinazzola 6 (72′ Gutierrez 6); Elmas 5 (46′ De Bruyne 6,5), Alisson Santos 6,5 (85′ Giovane); Hojlund 7. A disposizione: Contini, Milinković-Savić, Juan Jesus, Lukaku. Allenatore: Conte 6,5.
LECCE (4-2-3-1): Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo (79′ Ndaba); Ramadani, Ngom (86′ Fofana); Pierotti (79′ N’Dri), Coulibaly (46′ Gandelman), Banda; Stulic (58′ Cheddira). A disposizione: Früchtl, Samooja, Sala, Pérez, Helgason, Jean, Sottil, Marchwiński. Allenatore: Di Francesco.
ARBITRO: Rosario Abisso sez. Palermo (Imperiale-Ceccon; IV Galipò; VAR Nasca-Fabbri).
RETI: 3′ Siebert (L), 46′ Hojlund (N), 67′ Politano (N)




