Una stagione difficile non cancella le idee e il mercato non dimentica così in fretta. Attorno a Lucca si muovono possibilità che meritano attenzione
Lorenzo Lucca è sicuramente uno dei grandi flop di questa stagione e della storia recente del Napoli. Arrivato dall’Udinese la scorsa estate per 35 milioni complessivi (9 di prestito + 26 di obbligo di riscatto, già esercitato), Lucca si è ambientato malissimo in squadra e con la piazza, senza mai incidere davvero ogni volta che è stato chiamato in causa e finendo perfino fischiato dopo un gol in Coppa Italia, ed è tutto dire.

Poi il prestito al Nottingham Forest, e anche lì le cose sono finite molto presto molto più male del previsto, tanto che ormai un suo ritorno a Napoli a giugno (è in prestito con diritto) appare praticamente scontato. Al momento sembra ci sia una sorta di maledizione su Lucca: l’esatto contrario di un anno fa, quando era all’Udinese e sembrava davvero poter spiccare definitivamente il volo.
La domanda che si pone adesso è obbligata: che fine farà Lorenzo Lucca la prossima estate? È vero, il Napoli lo ha pagato tanto e difficilmente riuscirà a recuperare l’investimento fatto. Questo è il primo punto, ed è anche quello più evidente. Però ce n’è un altro che spesso passa in secondo piano: dopo un anno, la cifra a bilancio scende in maniera sensibile.
Questo cambia completamente lo scenario. Perché abbassandosi il valore residuo, diventa più semplice strutturare un’operazione in uscita, anche solo con un prestito accompagnato da un diritto di riscatto più basso e sostenibile. E a quel punto il discorso si allarga. Perché Lucca, fino a pochi mesi fa, era un calciatore molto stimato in Serie A. Non è possibile che una sola stagione lo abbia trasformato all’improvviso in un giocatore da scartare.
Le due strade possibili per Lucca: uno scambio o un’altra big
Le strade, in Italia, sono sostanzialmente due. La prima porta verso squadre di primo livello, quelle che già la scorsa estate lo avevano messo nel mirino e che hanno allenatori che lo stimano molto. Il Milan di Allegri, la Roma di Gasperini, ma anche l’Atalanta di Palladino se dovesse cambiare qualcosa davanti. Sono allenatori che lo conoscono, lo seguono da tempo e che potrebbero avere le chiavi giuste per valorizzarlo.

In questo caso si potrebbe anche pensare a operazioni più strutturate. Uno scambio, una cessione a titolo definitivo oppure un prestito con obbligo, magari legato a determinate condizioni. Soluzioni che permetterebbero al Napoli di non svalutare ulteriormente il giocatore.
La seconda strada è più “umile”, ma forse più concreta. Ed è quella che porta a squadre di fascia medio-bassa. Qui entrerebbe in gioco anche la disponibilità del calciatore a fare un passo indietro, sia a livello tecnico che economico.
In molti casi si potrebbe lavorare su scambi, magari inserendo Lucca in operazioni che permettano al Napoli di prendere un vice Hojlund senza dover affrontare un esborso pesante. Le opzioni non mancano. Il Parma con Pellegrino, la Fiorentina con Piccoli, il Bologna con Castro. Ma anche il Sassuolo con Pinamonti o il Genoa con Colombo.
Insomma, il tema non è tanto se il Napoli riuscirà a piazzarlo. Il tema è capire come e a quali condizioni. Perché quando un giocatore ha ancora mercato, il problema non è venderlo. È venderlo bene.





