Doveva essere il primo a rientrare, invece è ancora fermo. E ora qualcuno inizia a mettere in discussione anche la diagnosi iniziale.
Il Napoli sta via via recuperando tutti gli infortunati e sta cercando di aggregare qualche altro elemento alla rosa in vista di Napoli-Milan, prevista per il ritorno dalla sosta delle nazionali il 6 aprile, giorno di Pasquetta.

Ci sono due settimane a disposizione per provare a riatletizzare meglio calciatori come Anguissa, che non hanno ancora recuperato appieno la condizione fisica dopo l’infortunio, ma anche per riaggregare almeno capitan Di Lorenzo, che sta provando ad esserci almeno fra i convocati per la sfida da secondo posto.
Come lui anche Amir Rrahmani, che sta recuperando a tempo di record e potrebbe rientrare almeno nella lista dei disponibili. Chi invece sembra non riuscire a farcela in tempo è Antonio Vergara, proprio colui che due settimane fa, dopo l’infortunio, sembrava quello più prossimo a recuperare.
Il recupero però si è complicato, ed è vero che Vergara non è ancora rientrato e non dovrà essere forzato. La prospettiva è di riaverlo a disposizione per la gara successiva a Parma o per Napoli-Lazio di metà aprile. In quel caso Vergara sarebbe stato fermo circa un mese e mezzo, una quantità di tempo impronosticabile quando chiese il cambio nella sfida contro il Verona.
Tempi di recupero che non tornano: cos’ha Vergara? Le parole del dott. Ricozzi
E c’è un parere che cambia anche un po’ le carte in tavola rispetto all’infortunio subito dal giovane talento azzurro, che finora era stato individuato come una fascite plantare. Sul tema si è espresso in diretta a Radio Club 91 il dottor Tommaso Ricozzi, che ha spiegato come tempi di recupero simili non si addicano a un infortunio di questo tipo.

“La diagnosi del problema occorso a Vergara lascia un po’ perplessi, perché vuol dire che si tratta di un problema che aveva già da prima. Qua si tratta di un infortunio che non è una semplice fascite plantare, perché altrimenti si sarebbe già risolto. Forse siamo di fronte a qualcosa di più serio, probabilmente un trauma distrattivo di un muscolo o di un tendine al di sotto della pianta del piede, che è più doloroso e ha tempi di recupero un po’ più lunghi”.
Di sicuro la fascite plantare ha dei tempi di recupero intorno alle 3 settimane. Se si va oltre, si entra in un altro tipo di problema. Insomma, resta da capire quale sia l’entità dell’infortunio di Vergara e quando potremo realmente riaverlo a disposizione.
Ma se davvero fosse confermato il suo rientro a metà aprile, saremmo di fronte all’ennesimo lungo infortunio di questa stagione sfortunata per l’infermeria del Napoli e all’ennesimo problema difficile da decifrare, che allunga enormemente i tempi di recupero dei talenti azzurri.





