Altro grave lutto per il giornalismo napoletano: addio a Mimmo Liguoro, giornalista Rai e grande tifoso del Napoli

Ci lascia Mimmo Liguoro, storico giornalista del Tg2 e del Tg3, insegnante, scrittore e grande tifoso del Napoli. Il ricordo di un giornalista di razza

Sono giorni difficili per il giornalismo napoletano, che nel giro di 48 ore ha perso due suoi illustri esponenti e grandi tifosi del Napoli. Il 16 febbraio ci ha lasciati a soli 59 anni Laura Masiello, caposervizio Ansa dell’agenzia di Roma.

Mimmo Liguoro
Altro grave lutto per il giornalismo napoletano: addio a Mimmo Liguoro, giornalista Rai e grande tifoso del Napoli – napolicalciolive.com

Ieri invece si è spento ad 84 anni Mimmo Liguoro, un’istituzione del giornalismo napoletano, anche lui di stanza a Roma praticamente da una vita ma da sempre legato a Napoli e soprattutto a Torre Del Greco, sua città natale e posto del cuore al quale era legatissimo. L’annuncio sui social, infatti, l’ha dato fra i primi il sindaco di Torre, Luigi Mennella, che ha sottolineato proprio il suo legame molto stretto con i luoghi che l’hanno visto nascere e crescere.

Mimmo Liguoro è stato il conduttore dell’edizione serale del Tg2, del quale era anche caporedattore. Sulla seconda rete nazionale dal 1982 al 1995, poi passò a Rai 3 dove condusse il Tg3 fino al 2006.

Poi la meritata pensione e l’inizio di una seconda vita, sempre dedicata al giornalismo e alla scrittura, ma soprattutto a trasmettere alle nuove generazioni la passione per il giornalismo e il rigore morale e professionale che comporta l’esercizio di questo meraviglioso mestiere, troppo bistrattato negli ultimi tempi e sempre più svilito da improvvisati ed editori sempre meno attenti alla qualità.

Dai coralli a Pino Daniele: un ricordo commosso di Mimmo Liguoro

Mimmo Liguoro è stato un giornalista d’altri tempi, di quelli che chiunque svolga oggi il mestiere guarda come dei miti ormai irraggiungibili. Nato nel paese del corallo, da una famiglia di corallari, avrebbe dovuto portare avanti la tradizione di famiglia ma la passione per il giornalismo prese il sopravvento e si capì subito che la sua strada sarebbe stata un’altra.

Mimmo Liguoro
Mimmo Liguoro con la sua famiglia – napolicalciolive.com

Doti indiscutibili da narratore, quando Mimmo fece l’esame da professionista ebbe una menzione speciale dalla commissione d’esame, la stessa commissione della quale poi ha fatto parte a più riprese una volta andato in pensione, in ossequio al suo amore per l’insegnamento che l’ha portato anche per anni a tenere una cattedra di giornalismo radiotelevisivo presso l’Università di Salerno.

Simbolo di Torre del Greco, che ha narrato a più riprese grazie alla sua voce e alla sua penna limpida e sempre impeccabile. Ma anche un napoletano verace, grandissimo tifoso del Napoli che andava a vedere allo stadio Collana fin da piccolo. Un piccolo aneddoto che spiega bene quanto fosse tifoso azzurro: sua sorella ha raccontato che se la domenica il Napoli perdeva non poteva sentire Mimmo fino al mercoledì sera.

La sua carriera decollò in maniera un po’ casuale: un collega aveva preso un sonnifero e non poteva condurre il Tg. Lui si fece trovare pronto e raccolse tanti consensi, al punto che da quel momento in poi non lasciò più quel posto. Non solo il telegiornale ma anche tante rubriche molto belle in Rai, da Pegaso a Gulliver a Tg3 Cultura e Spettacolo.

Non solo il calcio e la cronaca nella sua vita: un’altra delle sue grandi passioni è stata la musica. Ha scritto canzoni, ha inciso anche un disco nel quale ha messo in mostra anche una bellissima voce. Ma soprattutto la biografia di Pino Daniele “Storie e poesie di un mascalzone latino”. Leggetela, se potete: è scritta a quattro mani proprio con Pino e presenta diversi aneddoti imperdibili sul suo conto.

Ci lascia un uomo speciale. Lascia Paola, il suo grande amore, il loro adorato figlio Luca e la “famiglia allargata” con sua sorella e i nipoti Chiara, Emanuele ed Eliana, che ha seguito le sue orme e che da lui ha ricevuto tanti consigli preziosi, come ha ricordato, commossa, anche su Facebook. Ma Mimmo lascia anche un grande ricordo e tante tracce di sé: il sogno di ogni giornalista che si rispetti. E lui lo era, di razza. Ci mancherà tanto.

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