KICKOFF – Il Napoli perde senza aiuti, ma che arbitraggi…

KICKOFF-finale

E’ necessario sottolineare come il Napoli abbia sbagliato approccio alla gara contro l’Udinese. Le fatiche dei Nazionali hanno influito di certo e forse Sarri avrebbe potuto operare qualche cambio, così da provare ad ovviare tale situazione. A ciò aggiungiamo la mancanza di Reina e la presenza di Gabriel.

Privati della guida dello spagnolo, Albiol e Koulibaly (soprattutto quest’ultimo), risultano spaesati. Arriva così il primo rigore, di un’ingenuità disarmante, così come il secondo, nonostante i dubbi sul piede trascinato in occasione del contatto con Ghoulam. Il Napoli pareggia, Gabriel fa esultare tutti gli azzurri con un rigore parato e poi la gara termina 3-1, con tre espulsi (Higuain, Sarri, Jorginho).

Detto questo e ammessi gli errori del Napoli, è inevitabile sottolineare come si sia assistito all’ennesimo arbitraggio discutibile della stagione, che terminerà nel dimenticatoio o nei fascicoli di alcuni tifosi e giornalisti, che registrano ogni critica come piagnisteo. Impossibile non vedere il secondo giallo per Koulibaly, che strattona Badu, che aveva calcolato meglio di lui i rimbalzi del pallone ed era pronto a innescare un contropiede pericoloso. Allo stesso modo non si può graziare Kuzmanovic, che commette fallo tattico su Higuain e avrebbe meritato il secondo giallo.

Irrati perde il controllo del match e inizia a distribuire gialli per ogni fallo in giro per il campo. Ha dell’incredibile quello rifilato a Jorginho. Una ‘spintarella’ che non interrompeva alcuna azione, sanzionata in questo modo, che ha dato il via alla rabbia del regista, in seguito espulso in panchina.

Passiamo poi al rosso per Sarri, cacciato dal campo senza aver offeso nessuno. Da qui passiamo al ‘caso Higuain’, che subisce un fallo non sanzionato, va verso l’avversario, che non tocca, scatenando la sua reazione teatrale, dunque si becca il giallo e di conseguenza il rosso, ammonito in precedenza per proteste, dopo il fischio di un fuorigioco inesistente.

Basta dire che le gare vengono comprate. A meno che non si abbiano prove di un nuovo sistema corrotto del mondo del calcio, non si fa altro che scadere in banali discussioni da bar. Si analizzino i fatti e si dica che la gestione arbitrale è mediocre e che, nel dubbio, squadre dall’importante blasone ricevono un trattamento differente. Soltanto così si spiega l’ultimo ‘caso Juventus’, che nello specifico riguarda Zaza, ben riassunto dal giornalista Maurizio Pistocchi:

di Luca Incoronato (Twitter: @_n3ssuno_)