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Napoli e il ricordo di Maradona: ora c’è la paura di nuovi contagi

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Gli assembramenti creatisi a Napoli dopo la notizia della morte di Maradona preoccupano la sanità campana. Spazio anche per le polemiche.

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Diego Armando Maradona (GettyImages)

I giorni del dolore sono stati gestiti all’insegna del massimo rispetto nei confronti di un simbolo di Napoli, e ci mancherebbe altro. Nessuno ha pensato di intervenire per arginare le migliaia di persone che si sono riversate in strada per ricordare Diego Armando Maradona come meritava. Sono stati due giorni speciali, e come tali sono stati trattati anche dalle istituzioni, mai così comprensive nei confronti del sentimento popolare. Ma ora Napoli rischia grosso, i tanti assembramenti rischiano di causare conseguenze da qui a 10-15 giorni.

In tanti, la maggior parte, sono scesi in strada in modo responsabile, con mascherine e distanziamento sociale, ma poi si è visto anche qualcuno che la mascherina l’ha tolta e che ora rischia di avere conseguenze importanti sull’indice RT della città di Napoli.

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Napoli non dimentica Maradona: c’è spazio anche per qualche polemica

Situazione da monitorare, intanto si moltiplicano le iniziative per commemorare come si deve Diego Armando Maradona. Dallo stadio alle piazze, dal centro Paradiso al monumento al cimitero di Poggioreale, stanno arrivando decine di proposte per far sì che D10S non sia mai dimenticato e il suo nome resti scolpito nella pietra in tutta la città.

E montano le polemiche per alcune dichiarazioni discutibili sulla memoria di Maradona. Da Mughini a Cruciani, da Laura Pausini ad Antonio Cabrini che è finito nell’occhio del ciclone per una frase in particolare: “Napoli l’ha amato troppo e in modo malato, gli ha concesso tutto. Se avesse giocato nella Juve forse Maradona sarebbe ancora vivo. Una frase decontestualizzata, poi chiarita meglio in un’intervista successiva ma comunque indelicata in un momento così particolare.