Fischi a Bastoni, l’Inter è la nuova Juve: eppure bastava poco per non essere villain

Un episodio recente accende un clima diverso attorno all’Inter. La gestione del potere e delle parole può cambiare il modo in cui si vince.

I fischi che Alessandro Bastoni ha ricevuto a Lecce nel corso di Lecce-Inter sono probabilmente il risultato di un episodio ancora fresco che presto sarà dimenticato e perderà la sua forza di indignazione, ma sono la spia di un sentimento che sta iniziando a serpeggiare in giro per l’Italia.

Alessandro Bastoni
Fischi a Bastoni, l’Inter è la nuova Juve: eppure bastava davvero poco (AnsaFoto) – napolicalciolive.com

L’Inter si sta trasformando nella nuova Juventus. Non in sensi dispregiativo per nessuna delle due, sia chiaro, ma in questo modo identifichiamo una squadra che negli anni scorsi ha incarnato il potere più difficile da digerire.

La Juve, che – ironia della sorte – in questo momento riveste il ruolo della vittima, fino a qualche anno fa incarnava il ruolo del brutto sporco e cattivo, una squadra che vinceva e a volte lo faceva lasciando più di qualche dubbio, ma non sembrava farsene un cruccio, anzi sembrava goderne. E gli interisti sembravano essere quelli che la soffrivano di più. Ricordate “lo scudetto degli onesti”? Ecco, ci siamo capiti.

Quello del cattivo della storia è un destino che, in un modo o nell’altro, riguarda tutte le squadre che vincono, ma c’è anche modo e modo per vincere e per rappresentare il potere. Il caso Bastoni è stato una sorta di punto di svolta, il momento in cui cade la maschera e il villain decide di voler essere villain.

E il risultato è questo: l’Inter si è trasformata nella squadra più antipatica d’Italia e perfino su campi di provincia come Lecce l’accoglienza è quella che è. Bastoni è stato fischiato sonoramente ad ogni pallone toccato e non ha fatto una piega. Chivu ha abbozzato con un sorriso ironico, ma è chiaro che non deve essere bello vivere questo tipo di disprezzo.

Eppure bastava poco, bastava gestire la situazione nel modo corretto. In certi casi la comunicazione è tutto e una corretta comunicazione è troppo spesso sottovalutata, soprattutto dagli uomini di potere.

La pessima gestione comunicativa dell’Inter: si poteva fare diversamente

I fatti sono noti ed è inutile rimarcarli e il problema, in realtà, non è neanche ciò che è accaduto a caldo ma la gestione che è venuta dopo, a freddo. Chivu, Marotta, poi ancora Chivu insieme a Bastoni. La linea comunicativa tenuta dai tre protagonisti è stata praticamente la stessa e non è certo casuale.

Si è ammesso l’errore, ma poi hanno iniziato a tirare in ballo qualsiasi argomento pur di rilanciare e di provare ad uscirne puliti. Il così fan tutti, il benaltrismo, addirittura scomodare miti come Maradona e presunti torti a sfavore come il famoso rigore di Napoli che in realtà non è poi così assurdo e sull’utilizzo del quale ci siamo già espressi con sdegno.

Giuseppe Marotta during the italian soccer Serie A match between Venezia Football Club vs Inter - FC Internazionale on January 12, 2025 at the Pier Luigi Penzo stadium in Venice, Italy
La pessima gestione comunicativa dell’Inter: si poteva fare diversamente

Sarebbe bastato poco, come dicevamo. Intanto, a fine partita, Bastoni poteva presentarsi davanti alle telecamere e chiedere scusa per ciò che aveva fatto, parlare di un momento di poca lucidità a caldo e mostrarsi seriamente mortificato.

Avrebbe potuto fare altrettanto Chivu, che fino al giorno prima aveva tenuto una comunicazione da sacerdote di campagna e che poi improvvisamente si è trasformato nell’evil della situazione. Infine, Marotta avrebbe potuto parlare da dirigente nazionale e non da padroncino di provincia, assumendosi le responsabilità di quanto accaduto, multando il giocatore e dando l’esempio a tutti, chiedendo scusa e promettendo che non sarebbe più accaduto.

Francamente è un atteggiamento che non fa onore all’Inter né al calcio italiano e dimostra che anche ad alti livelli, finché non si cresce anche nel modo di gestire il potere e nel modo di comunicare, difficilmente si andrà avanti.

Insomma, l’Inter ha perso una grossa occasione. Vincerà lo scudetto e tornerà a festeggiare dopo un anno di grandi delusioni. Ma poi, così come la Juve in passato, non si lamenti se i tifosi delle altre squadre, anche non direttamente rivali, esultano ai loro insuccessi e non ritirano fuori anche loro l’ormai abusatissima metafora di buffoniana memoria. Perché più che cani e leoni basta poco per non essere iene. E a volte davvero basterebbe anche solo questo.

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