Sandro Sabatini ha blastato male Chivu dopo la frase infelice su Maradona

Una frase riapre vecchie discussioni e riporta Maradona al centro del dibattito. La risposta di Sabatini accende un confronto destinato a durare.

Sembrava finita lì. Una polemica da post partita, qualche dichiarazione sopra le righe, il solito rumore di fondo destinato a spegnersi nel giro di 48 ore. E invece no. La frase di Christian Chivu su Maradona e sulla “mano de Dios” continua a generare onde lunghe, e stavolta la risposta è arrivata in maniera diretta, senza troppi giri di parole.

Sandro Sabatini
Sandro Sabatini ha blastato male Chivu dopo la frase infelice su Maradona – napolicalciolive.com

Negli ultimi anni siamo stati abituati a polemiche arbitrali infinite, dichiarazioni studiate al millimetro e risposte altrettanto prevedibili. Un copione già visto mille volte. Eppure stavolta, in mezzo al solito teatrino, qualcosa ha preso una piega diversa. Forse per il nome tirato in ballo. Forse per il momento. O forse perché, quando si sfiora certi simboli, il pallone smette di essere solo un pallone.

Il contesto è quello delle polemiche successive a Inter-Juventus, una partita che ha lasciato dietro di sé strascichi arbitrali e tensioni. Da giorni si discute di simulazioni, espulsioni, interpretazioni e solite recriminazioni. Un copione noto, quasi rituale. E proprio dentro questo clima è arrivata una dichiarazione destinata a far discutere più del previsto.

Alla vigilia della sfida di Champions League contro il Bodo/Glimt, Christian Chivu ha provato a spegnere il rumore. O almeno, questa sembrava l’intenzione. “Bisogna smettere di lamentarsi per episodi che accadono ogni domenica, dai tempi di Maradona che fa un gol con la mano e nessuno l’ha criticato”.

Una frase che, nelle intenzioni, voleva ridimensionare le polemiche arbitrali. Ma che nel giro di poche ore ha generato l’effetto opposto. Perché il riferimento alla Mano de D10S non è mai neutro. Non lo è a Napoli, non lo è in Italia e probabilmente non lo è da nessuna parte dove il calcio conserva ancora memoria.

Il punto non è tanto l’episodio in sé. Il punto è il paragone. Mettere sullo stesso piano un gesto simbolico della storia del calcio e una discussione arbitrale contemporanea ha inevitabilmente acceso il dibattito. E a quel punto era solo questione di tempo prima che qualcuno rispondesse in maniera diretta.

La risposta di Sandro Sabatini a Chivu nel podcast Numer1

La replica è arrivata da Sandro Sabatini, intervenuto durante Numer1 Podcast. Nessun giro di parole, nessun tentativo di addolcire il concetto. Una risposta netta, quasi didattica, che ha riportato la discussione su un piano storico e simbolico.

Christian Chivu
La risposta di Sandro Sabatini a Chivu nel podcast Numer1 (AnsaFoto) – napolicalciolive.com

“La mano de Dios di Maradona era un gesto che tra virgolette gli venne perdonato se non addirittura esaltato perché era un messaggio politico, sociale, umanitario. Era la mano de Dios per vendicare una guerra, non era l’esaltazione di una furbata o di un comportamento scorretto”.

E in effetti l’episodio di Messico ’86 contro l’Inghilterra, legato anche al clima successivo alla guerra delle Falkland-Malvinas, ha assunto nel tempo un valore che va oltre il gesto tecnico o l’irregolarità. È diventato un simbolo. E i simboli, nel calcio, hanno un peso diverso.

Le parole di Sabatini hanno riacceso una discussione che probabilmente andrà avanti ancora per qualche giorno. Non tanto per stabilire chi abbia ragione, ma perché il calcio vive anche di memoria. E quando quella memoria viene toccata, le reazioni non sono mai neutre.

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