Un mese apparentemente favorevole, diversi rientri attesi e una classifica corta: marzo può diventare il momento chiave della stagione azzurra
Marzo, si sa, è il mese dei cambi di vento. Una folata tiepida al mattino, un temporale improvviso la sera. Nel calcio succede lo stesso: una vittoria ti rimette in piedi, un inciampo ti riporta giù. E allora la domanda è semplice: questo Napoli ha imparato a reggere le raffiche oppure rischia di farsi sorprendere proprio adesso?

A Verona sono arrivati tre punti pesantissimi. Non belli, non scintillanti, ma concreti. Antonio Conte ha parlato di fortuna, e non è una parola da sottovalutare. Nel calcio di marzo la fortuna pesa quasi quanto la condizione fisica. Il tecnico ha ricordato che l’infermeria non è ancora vuota e che la gestione delle energie sarà decisiva nella corsa Champions.
Il calendario del Napoli a marzo: un’occasione da non sprecare
Il calendario del Napoli a marzo offre una finestra interessante. Prima il Torino al Maradona, poi il Lecce ancora in casa, infine la trasferta di Cagliari prima della sosta. Solo dopo arriverà il Milan. Tradotto: tre gare contro squadre che vivono momenti diversi, ma tutte alla portata se gli azzurri fanno ciò che sanno fare.
Pochi scherzi: questo è il mese per accumulare punti. Il Torino ha cambiato guida tecnica e attraversa una fase di transizione. Il Lecce lotta per la salvezza. Il Cagliari è sempre ostico in casa, ma non è una big. Il Napoli, oggi, non può permettersi passi falsi contro squadre di questo livello.

Il vero motivo per cui marzo non può essere “pazzo” riguarda però l’infermeria. Le notizie sono incoraggianti: Kevin De Bruyne è tornato tirato a lucido e può già rientrare tra i convocati contro il Torino.
Anche Anguissa e McTominay hanno messo nel mirino la gara del 6 marzo almeno per tornare disponibili. Significa recuperare muscoli, centimetri e leadership in mezzo al campo. Tempi leggermente più lunghi per Di Lorenzo, ma dopo la sosta dovrebbe rientrare stabilmente. Più complicata la situazione di Neres e Rrahmani, anche se lo staff medico proverà a riaverli per il finale di stagione.
Qui non si tratta solo di nomi. Si tratta di rotazioni. Conte lo ripete spesso: “non giocano i nomi, ma chi dà garanzie”. E con la Champions in bilico, ogni recupero diventa una piccola vittoria. La classifica di Serie A resta corta. Un pareggio di troppo può riaprire tutto. Ecco perché la vittoria di Verona ha alleggerito l’aria. Fare nove punti nelle prossime tre gare significherebbe arrivare al big match contro il Milan con una serenità diversa.





