Due frasi di Vergara che spiegano davvero come Conte tratta i giovani

Due frasi raccontate da Vergara aprono uno spiraglio sul modo in cui Conte lavora con i giovani del Napoli. E c’è anche un sogno azzurro.

Nel calcio capita spesso che un ragazzo resti ai margini per mesi, quasi invisibile. Poi succede qualcosa, magari una serie di infortuni, una partita complicata, una scelta improvvisa. E all’improvviso quel ragazzo entra in campo e tutti iniziano a chiedersi da dove sia saltato fuori.

Vergara e Conte
Due frasi di Vergara che spiegano davvero come Conte tratta i giovani (AnsaFoto) – napolicalciolive.com

È più o meno quello che è accaduto con Antonio Vergara. Il centrocampista del Napoli negli ultimi mesi si è ritrovato dentro la rotazione di Antonio Conte quasi senza preavviso ed è diventato il crack della stagione. Eppure, ascoltandolo parlare nell’intervista concessa al Corriere della Sera, la sensazione è che non si sia fatto trovare impreparato.

Vergara racconta tutto con un tono molto sereno. Non c’è esaltazione, non c’è voglia di rivincita. Piuttosto una lucidità sorprendente per un ragazzo del 2003 che improvvisamente si trova nello spogliatoio di una squadra piena di campioni. La sua crescita racconta anche qualcosa del rapporto tra Conte e i giovani. E bastano due frasi per capirlo.

Nel corso dell’intervista Vergara ha spiegato quale sia la lezione più importante ricevuta dall’allenatore del Napoli. “L’insegnamento più importante di Conte? Dice che ogni cosa ha il suo tempo, nessuno ti regala nulla”. È una frase che riassume perfettamente la filosofia di Antonio Conte. Nel suo calcio non esistono scorciatoie. Non esistono promesse automatiche. Chi gioca lo fa perché se lo guadagna ogni giorno in allenamento.

Chi ha seguito la carriera del tecnico lo sa bene. È successo alla Juventus, è successo all’Inter e ora succede anche al Napoli. Conte costruisce gerarchie molto rigide, ma allo stesso tempo premia chi dimostra carattere e continuità. Per questo motivo il caso di Vergara al Napoli è interessante. Perché il suo spazio è arrivato dentro una stagione complicata dagli infortuni, ma una volta entrato in campo il ragazzo ha dimostrato di poter reggere la pressione.

E Conte, quando vede questo tipo di risposta, difficilmente resta indifferente.

“È più severo di mio papà”: il rapporto tra Conte e i giovani

La seconda frase raccontata da Vergara è forse ancora più significativa. Quando gli è stato chiesto se Conte gli abbia mai fatto un complimento, la risposta è stata quasi disarmante. “L’unica volta che mi ha detto bravo è stata dopo la partita con il Genoa. Ma avevo giocato male”. Vergara lo racconta quasi ridendo, ma dietro c’è un dettaglio molto interessante sul metodo di Conte con i giovani calciatori.

Vergara in conferenza stampa
“È più severo di mio papà”: il rapporto tra Conte e i giovani – napolicalciolive.com

L’allenatore del Napoli pretende moltissimo. E lo fa soprattutto con i ragazzi più giovani. Non distribuisce complimenti con facilità, non alimenta illusioni, non costruisce zone di comfort. Lo stesso Vergara lo dice chiaramente: “È più severo di mio papà”.

Una battuta, certo. Ma anche un’immagine piuttosto precisa. Conte spesso si comporta come una figura quasi paterna nello spogliatoio. Pretende tanto, a volte moltissimo, ma lo fa con l’obiettivo di far crescere i suoi giocatori prima ancora che proteggerli.

Nell’intervista al Corriere della Sera Vergara ha parlato anche di un altro momento speciale vissuto nelle ultime settimane: una cena con il commissario tecnico della Nazionale italiana, Rino Gattuso, a coronamento anche di un premio speciale che ha reso sempre più probabile la convocazione in Nazionale. “Già essere andato a cena con Gattuso è stata una soddisfazione. In questo momento ci sono tanti giocatori che meritano la Nazionale. Ma ci credo, lavoro. Provo a migliorare. Gattuso mi ha chiesto di continuare così”.

Parole semplici, ma molto indicative della mentalità del centrocampista del Napoli. Nessuna corsa in avanti, nessuna pretesa. Solo lavoro e crescita. Ed è interessante notare come il percorso raccontato da Vergara abbia molti punti di contatto con l’approccio di Conte. Pazienza, sacrificio, costruzione quotidiana. Prima viene il campo, poi arrivano le soddisfazioni.

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