Vice Hojlund, ora tocca a Manna: l’identikit giusto per la prossima stagione

Un errore ha già insegnato molto. Ora la scelta giusta passa da chi saprà stare dietro le quinte senza uscire dal copione.

Lo scorso anno è nato tutto da un equivoco di partenza. L’idea era chiara: Romelu Lukaku titolare, Lorenzo Lucca pronto a fare il co-titolare. Un’alternanza ragionata, utile a gestire una stagione lunga e a sfruttare caratteristiche diverse. Lucca doveva essere quello capace di entrare a partita in corso, alzare il livello fisico e catalizzare le palle alte quando serviva.

Rasmus Hojlund esulta
Vice Hojlund, ora tocca a Manna: l’identikit giusto per la prossima stagione (AnsaFoto) – napolicalciolive.com

Poi è successo quello che ha cambiato tutto. L’infortunio di Lukaku ha rotto gli equilibri e il Napoli ha virato su Hojlund. Da quel momento in poi il centravanti danese si è preso tutto. Minuti, responsabilità, spazio dentro la squadra. È diventato un cannibale del minutaggio e ha riscritto completamente le gerarchie.

La conseguenza è stata immediata. Lucca si è ritrovato senza più una funzione reale dentro il sistema. Non più alternativa, non più co-titolare. Semplicemente fuori dal progetto tecnico così come era stato immaginato. A gennaio è arrivata la separazione. Poi, nelle ultime settimane, è precipitata anche la situazione legata a Lukaku, fino a una rottura totale che porterà all’addio a fine stagione.

Ed è qui che cambia il ragionamento per il futuro. Perché il Napoli non deve più costruire una coppia di attaccanti che si dividono il campo. Il Napoli ha già il suo titolare. Il Napoli ha già il suo punto fermo. E quindi il lavoro di Giovanni Manna sarà completamente diverso rispetto a un anno fa.

L’identikit è molto più preciso. Serve una vera alternativa a Hojlund, non un concorrente. Un attaccante che sappia già, nel momento in cui firma, che il suo spazio sarà limitato. Uno che accetta di partire dalla panchina e di farsi trovare pronto quando serve, senza creare frizioni.

I nomi in Serie A: da Pinamonti a Colombo, la lista è lunga

Per questo motivo il Napoli guarda soprattutto alla Serie A. A giocatori che conoscono il campionato, che sanno cosa significa adattarsi a contesti diversi e che possono accettare un ruolo di rincalzo di livello.

I nomi sono diversi. Pinamonti del Sassuolo è uno di quelli più spendibili per esperienza e caratteristiche. Lorenzo Colombo, oggi al Genoa, rappresenta un profilo più giovane ma già abituato a fare il lavoro sporco e a ritagliarsi spazio quando chiamato in causa. C’è anche Davis dell’Udinese, attaccante fisico, strutturato, utile in partite più bloccate.

Discorso diverso per Pellegrino del Parma, di cui abbiamo già parlato. Profilo interessante, ma probabilmente in una fase della carriera in cui ha bisogno di giocare con continuità per fare il salto definitivo. Ed è proprio questo il punto: non tutti possono permettersi di accettare un ruolo da seconda linea.

Gli altri, invece, potrebbero farlo. Potrebbero scegliere Napoli sapendo di non essere protagonisti assoluti, ma parte di un sistema che funziona già così. Il nodo è tutto qui. Non serve un altro titolare. Serve qualcuno che capisca esattamente cosa serve al Napoli in questo momento.