Due colpi diventati storia e un racconto che riporta indietro nel tempo. Un dettaglio sfuggito in video scatena l’ironia dei tifosi.
Certi colpi restano nella storia e vengono tramandati per generazioni. Alcuni degli acquisti più entusiasmanti del Napoli riguardano un periodo particolare nella storia azzurra. Il club stava rinascendo dopo il fallimento, si tornava in Serie A e i tifosi volevano i campioni.

A guidare quella squadra dalla scrivania c’era il dg Pierpaolo Marino, che invece preferiva puntare sui giovani. E ne scovò due che poi sono entrati di diritto nella leggenda di questo club: Ezequiel Lavezzi e Marek Hamsik, che poi insieme al Matador Cavani hanno composto un terzetto che ancora ci fa sognare.
Alcune storie raccontano tanta passione e un modo di lavorare che oggi quasi non esiste più. Intuizioni rapide, telefonate decisive, scommesse che diventano simboli. E soprattutto un occhio che vede prima degli altri.
Le ha raccontate con qualche succoso retroscena Marino, intervenuto al podcast del Bello del Calcio. Nel corso della chiacchierata ha aperto il cassetto dei ricordi e raccontato come nacquero due operazioni diventate quasi leggendarie: gli arrivi di Marekiaro e del Pocho. Due nomi che hanno segnato un’epoca e che, ancora oggi, vengono citati come esempi perfetti di scouting Napoli fatto con coraggio e visione.
Come Marino scoprì Hamsik e Lavezzi: il famoso “click” in sette minuti
Il retroscena su Marek Hamsik è di quelli che fanno sorridere e riflettere. Marino racconta di essere a Brescia per osservare un altro calciatore. L’obiettivo era Omar Milanetto, non certo quel ragazzino slovacco con la cresta che stava per entrare in campo. Poi succede qualcosa.

Bastano pochi minuti. Marino parla di un vero e proprio “click” mentale. Sette minuti per capire che quel centrocampista aveva qualcosa di diverso. Non solo qualità tecniche, ma personalità e tempi di gioco fuori dal comune. Un’intuizione immediata che porta a una decisione altrettanto rapida.
Ancora più curioso l’aneddoto legato a Ezequiel Lavezzi. In un’epoca in cui non esistevano piattaforme digitali evolute, Marino si affidava a un sistema quasi artigianale. Grazie ai contatti con l’ex manager di Maradona riceveva fisicamente i video del campionato argentino. Proprio così individua il talento del “Pocho” al San Lorenzo. Visione, accelerazione, coraggio. Marino capisce subito che quel giocatore può accendere il San Paolo.
All’inizio i tifosi chiedono nomi già affermati. “Marino, basta giovani: vogliamo i campioni!”. Lavezzi e Hamsik invece arrivano quasi da sconosciuti. Il tempo dirà tutto.
La frase sui DVD e i commenti dei tifosi su Instagram
Proprio durante il racconto, però, una frase ha attirato l’attenzione dei social. Nella clip pubblicata su Instagram, Pierpaolo Marino ricorda quel periodo dicendo che “all’epoca c’erano le videocassette, non esistevano ancora i DVD”. Un dettaglio che non è sfuggito ai tifosi più attenti.
Il riferimento temporale è il 2008 e, ovviamente, i DVD esistevano eccome. Nei commenti sotto il video molti utenti hanno ironizzato su questa piccola imprecisione storica. Battute leggere, prese in giro affettuose, niente di più.
Visualizza questo post su Instagram
Resta però il cuore del racconto. Un’epoca in cui lo scouting internazionale si faceva davvero con gli occhi, con le telefonate e con un pizzico di coraggio. Senza database infiniti, senza report automatici. Solo intuizione, relazioni e decisioni rapide.
Alla fine è questo che resta. Non la polemica sui DVD, ma la sensazione che dietro quei colpi ci fosse una visione precisa. E forse vale la pena chiedersi se oggi, nel calcio iper-analitico, esista ancora spazio per un “click” di sette minuti capace di cambiare la storia di un club.




