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Mazzarri: “Non bruciamo Insigne. Orgoglioso del mio record, io e De Laurentiis siamo due treni paralleli…”

 

 

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I difficili rapporti con De Laurentiis, i progressi di Insigne, e le voci (respinte) con la nazionale, oltre ai battibecchi con colleghi blasonati come Allegri e Mourinho: c’è tutto questo nell’intervista che Walter Mazzarri ha rilasciato a ‘Sky Sport’.

 

ZERO ESONERI – Mazzarri detiene un record importante: non è mai stato esonerato in carriera. Un primato di cui il tecnico va molto orgoglioso: “Per me equivale ad aver vinto un trofeo importante. Non aver mai avuto esoneri significa che hai accontentato tutti: tifosi, presidente. Devo ringraziare Ulivieri perché mi ha dato la possibilità di formarmi facendo prima l’osservatore e l’allenatore in seconda. Il mio modulo? Il fatto che sia preso ad esempio da altre squadre mi rende orgoglioso. Nazionale? Al momento dico no, mi sento più adatto ad allenare un club”.

 

MAGNIFICO INSIGNE – Cresce e cresce anche molto bene Lorenzo Insigne. Un ragazzo che il mister ha già adottato e per il quale stravede: “Non so se sarà come Lavezzi, ma ha già la maturità per reggere certe pressioni. Inutile nascondere che ha fatto progressi clamorosi, ma ora va aiutato perché dalla serie B alla A il passo è importante. È adatto al calcio moderno, pensa prima alla squadra, corre tanto e aiuta i compagni. Poi ha una tecnica sopraffina”.

 

DE LAURENTIIS E I TRENI – Dichiarazione pepata nei confronti del suo presidente, edulcorata poi da una metafora agrodolce: “Siamo come due treni che procedono in parallelo senza incrociarsi mai, ma l’importante è che andiamo comunque nella stessa direzione”. Qualche battuta anche sui diverbi passati con Allegri e Mourinho:  “Di Mourinho ho sempre parlato bene, c’è stato solo un battibecco per opinioni diverse su una partita. Allegri? A volte il confronto è bello, quando si allenano due squadre diverse è normale non essere d’accordo. Poi una volta chiarite le cose, tutto finisce lì. Zeman? Non mi sorprende il suo ritorno in serie A: mi piacciono gli allenatori che danno la propria impronta alla squadra e lui è uno di questi”.


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